Trump: Wp e Nyt setacciano le 'relazioni pericolose' con Putin

15 febbraio 2017 ore 14:36, Luca Lippi
Il caso delle dimissioni di Mike Flynn, soprattutto la questione delle relazioni con Mosca, rischiano di minare dalla base (è solo al primo mese dall’insediamento) la presidenza Trump.
Per il momento l’offensiva è stata lanciata a mezzo Stampa, il Il New York Times e (come poteva mancare) anche il Washington Post stanno martellando ai fianchi l’amministrazione Trump. Soprattutto il secondo (il Washington Post) dopo il letargo cominciato dal Watergate, ora spera in una nuova vitalità e si propone come ‘pulpito’ per cavalcare l’onda.
Le dimissioni del Consigliere per la Sicurezza Nazionale, dovute, per aver mentito al vice presidente Mike Pence sulla conversazione avuta con l'ambasciatore russo riguardo alle sanzioni, potrebbe travolgere l'amministrazione Trump e far luce sui suoi presunti rapporti pericolosi con il Cremlino.

COSA SCRIVONO I GIORNALI SUL CASO
Numerosi esponenti della campagna elettorale 2016 di Donald Trump e altri suoi confidenti hanno avuto ripetuti e frequenti contatti con funzionari senior dell'intelligence russa nel corso dell'anno precedente le elezioni (fonte New York Times) . A rivelare le relazioni sono stati quattro attuali ed ex alti funzionari governativi. Le autorità, sulla base di queste intercettazioni, hanno indagato sulla possibilità di collusioni tra la campagna di Trump e il Cremlino ai danni del partito democratico. Le indagini finora non avrebbero evidenziato un coordinamento. Uno dei collaboratori di Trump coinvolti e intercettati sarebbe l'allora responsabile della campagna elettorale Paul Manafort, che era stato anche consulente di forze pro-russe in Ucraina. Manafort ha negato.

Trump: Wp e Nyt setacciano le 'relazioni pericolose' con Putin

LE ACCUSE A FLYNN
Ufficialmente è accusato per aver mentito al vice presidente Mike Pence su un colloquio avuto con l'ambasciatore russo a Washington Sergey Kislyak. La Casa Bianca ha detto che il legame di fiducia tra Il Presidente e Flynn si era irrimediabilmente spezzato. Flynn aveva negato di aver discusso nel colloquio telefonico le sanzioni imposte proprio quel giorno dall'amministrazione uscente di Barack Obama come rappresaglia per le interferenze di Mosca nelle elezioni americane. 
Pence aveva in seguito pubblicamente difeso Flynn. Il colloquio è stato però intercettato dall'intelligence americana. Discutendo delle sanzioni, e forse promettendo di toglierle, Flynn potrebbe anche aver violato la legge: il Logan Act proibisce ai privati cittadini di fare politica estera e allora l'amministrazione Trump non era ancora in carica.

COSA RISCHIA TRUMP
Le inchieste sono soltanto agli inizi. Sono possibili incriminazioni di Flynn, anche per aver mentito all'Fbi che lo aveva interrogato a proposito sotto giuramento. Sono inoltre probabili indagini da parte del Congresso sulle attività di Flynn nella cerchia di Trump. La Commissione di Intelligence del Senato ha già in corso un'inchiesta sulle interferenze russe nelle elezioni americane e ha ampi poteri per allargare il suo lavoro al nuovo scandalo, stando sia a leader democratici che repubblicani. 
La Casa Bianca ha ad esempio ammesso che Trump era a conoscenza delle possibili violazioni commesse da Flynn fin dal 26 gennaio, quando il Dipartimento della Giustizia aveva avvertito la Casa Bianca delle discrepanze tra le sue affermazioni a proposito del colloquio con l'ambasciatore russo e le registrazioni. E del rischio che Flynn fosse ricattabile da Mosca per le menzogne raccontate. Il vicepresidente Pence è stato informato soltanto negli ultimi giorni, il 9 febbraio.

IN CONCLUSIONE
Si comprende sempre di più perché l’amministrazione Trump attacchi così frequentemente e velenosamente la libera stampa disseminando lei stessa gli “alternative facts”, o meglio le “fake news”. Ma c’è il Primo Emendamento che è un dogma intoccabile negli Stati Uniti, come accadde già ai tempi di Nixon, se la stampa americana continuerà a compiere il suo lavoro, Mike Pence potrebbe diventare prima del previsto il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Bisogna solo capire la reale forza di Trump oggi che il consenso dei suoi stessi elettori è incredibilmente sceso, magari arriviamo a comprendere anche come il popolo americano scelga i suoi presidenti.

#Trump #flynn #scandalo
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...