Obama, Renzi e il fantasma Putin. Paura di interferenze in Italia ma le prove sono altre

15 maggio 2017 ore 16:50, intelligo

Barack Obama e Matteo Renzi hanno avuto un colloquio durato circa un’ora al Park Hyatt Hotel. Secondo quanto si legge tra le righe dell’incontro tra l’ex Premier italiano e l’ex Presidente americano, il problema di Renzi non sembra essere la progressiva impopolarità del PD tra gli italiani ma l’interferenza della Russia nelle elezioni italiane. Senza pensare che in vista elezioni in Italia la popolarità del Movimento Cinque Stelle non smette di tormentare Matteo Renzi. Secondo i sondaggi e la disposizione delle forze in campo, il partito di Grillo ostacola più delle altre forze politiche la corsa del leader del PD verso il Palazzo Chigi. La ricerca delle tracce russe nei processi elettorali in Occidente è diventato ormai un leitmotiv dei discorsi di Barack Obama. Anche durante il suo ultimo viaggio in Europa da Presidente degli Stati Uniti non ha perso occasione di incolpare i russi di essere un pericolo per l’Europa, chiedendo agli stati membri dell’Unione Europea di mantenere le sanzioni contro Mosca. Le accuse di intromissione dei russi negli altri stati in prossimità del voto popolare hanno accompagnato i processi elettorali più recenti in Occidente: Brexit, elezioni americane e francesi. Le prove dell’interferenza russa su queste questioni non sono fino ad oggi ancora reperitili. I collegamenti di Obama nelle scelte dei popoli europei invece meritano attenzione.

Obama, Renzi e il fantasma Putin. Paura di interferenze in Italia ma le prove sono altre


Brexit e le intromissioniil 21 aprile 2016 il Presidente americano si è recato a Londra per dare l’appoggio personale allo “status-quo” inglese. In un suo articolo pubblicato su The Telegraph Obama ha scritto: “Come vostro amico, fatemi dire che la UE rende la Gran Bretagna più forte”, spiegando tutte le ragioni per cui il legame degli inglesi con Washington sarebbe dovuto rimanere stretto per resistere all'aggressione russa. Al contrario di Obama, Putin non si è mai recato a Londra e non ha neanche chiesto agli inglesi di lasciare l’Unione Europea per il loro bene in funzione anti qualcosa, limitandosi a commentare la scelta ormai compiuta dai britannici. Secondo il Presidente russo gli inglesi hanno optato per il Brexit probabilmente di fronte allo sfumarsi dei confini nazionali e alla concentrazione di potere nelle mani della Commissione Europea, aggiungendo alla sua osservazione: “La percentuale di decisioni del Parlamento Europeo è superiore al numero di decisioni vincolanti che ha preso il Consiglio Supremo dell'URSS nei confronti dei propri stati sovietici”. Per porre fine alle discussioni sulle intromissioni russe Putin ha aggiunto: “E’ una scelta degli inglesi, noi non abbiamo interferito, non vogliamo interferire e non interferiremo”. Infatti la Premier inglese Theresa May non si è mai distinta per avere posizioni filo-russe, anzi. Ingratitudine inglese? Oppure Mosca non ha davvero mai investito i suoi petrodollari nel futuro della Gran Bretagna?


La vittoria di Trump – Il sostegno di Obama al candidato Democratico Hillary Clinton è un appoggio normale e scontato. Trump, però, sembra mostrare una profonda ingratitudine verso Mosca, nonostante la Russia, secondo quanto affermato dai media pro-Clinton, abbia coinvolto i suoi hackers per aiutare il candidato Repubblicano per vincere le elezioni. Trump accusa la Russia di occupare la Crimea, continua a mantenere le sanzioni, licenzia i consiglieri non ostili alla Russia, spinge sul rafforzamento della NATO e considera uno dei suoi successi nei primi 100 giorni di presidenza aver isolato la Russia, stringendo l’amicizia con la Cina. Il 12 ottobre 2016, alla vigilia del voto negli USA, rispondendo alla domanda del giornalista francese della TF1 Putin ha detto: “Sentite, ci piacciono tutti (ndr. i candidati), lavoreremo con chi sarà eletto. Certamente è meglio lavorare con chi ha voglia di collaborare con la Russia”. Concludendo il Presidente russo ha aggiunto: “Gli Stati Uniti sono un grande paese e gli americani sono un popolo interessante, simpatico e talentuoso – una grande nazione”. I toni del Presidente russo, speranzosi di un dialogo bilaterale costruttivo, anche in questo caso non richiamano gli anni di tensioni tra i blocchi. Un approccio definitivamente diverso rispetto a quanto si continuava a sentire durante la gara elettorale negli Stati Uniti e che si sente ancora oggi dalle parole dei politici outsider.

Obama, Renzi e il fantasma Putin. Paura di interferenze in Italia ma le prove sono altre


La vittoria di Macron – anche nel caso francese Obama non si è distinto per l’equidistanza dai processi democratici in corso. L’ex Presidente americano ha infatti registrato un video messaggio a sostegno del candidato di En Marche!. A differenza di Obama, quando Marine Le Pen è venuta in Russia per incontrare Putin, il Presidente russo ha ribadito che Mosca attribuisce alle relazioni con la Francia una grande importanza e che mantiene delle relazioni sia con i rappresentanti del governo attuale che con l'opposizione, senza voler influenzare il corso delle elezioni presidenziali. Nessun sostegno diretto del Cremlino è arrivato a Le Pen o a Macron. Il messaggio di Putin sembra essere chiaro, si punta sulla capacità diplomatica russa di trarre il meglio per le relazioni bilaterali qualunque candidato o partito vinca.


Putin e il Movimento cinque stelle – E’ vero, le simpatie del Partito di Grillo espresse verso la Russia sono molteplici. Riguardano soprattutto i temi di politica estera come l’Ucraina, la Crimea e la Siria. Non è però corretto parlare di un’unanimità di vedute tra Putin e gli esponenti grillini. In occasione della polemica scatenata dalla fake news sui campi di concentramento per i gay, la sindaca grillina di Torino, Chiara Appendino, non ci ha pensato due volte prima di inviare un semi-ultimatum all'ambasciatore russo in Italia. La Sindaca ha minacciato di annullare i gemellaggi del capoluogo piemontese con le tre importanti città russe: Ekaterinburg, San Pietroburgo e Volgograd in caso del non rispetto dei diritti LGBT in Cecenia. Si tratterebbe di un modo veramente strano di richiedere il sostegno di Mosca e dei suoi hackers alla vigilia delle elezioni in Italia.


#Renzi #Obama #Russia


Di Irina Osipova

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