Conservatore Philippe primo ministro di Macron: partito della nazione alla francese

15 maggio 2017 ore 17:07, Americo Mascarucci
E’ un gollista moderato il nuovo primo ministro francese scelto da Emmanuel Macron a poche ore dal suo insediamento all’Eliseo. Si tratta di Edouard Philippe, 46 anni, sindaco di Le Havre. Finita dunque definitivamente l’era dei socialisti al governo della Francia. Dopo l’uscita di scena dell’ex presidente Francois Hollande è toccato anche al suo ex premier Bernard Cazeneuve.
Conservatore Philippe primo ministro di Macron: partito della nazione alla francese
Philippe è considerato molto vicino ad Alain Juppé, sindaco di Bordeaux, primo ministro della Francia tra il 1995 e il 1997 ed esponente moderato della destra: è stato membro del gabinetto di Alain Juppé al Ministero dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e della Pianificazione e nel 2007 (e fino alla sua elezione a sindaco) è entrato a far parte come dirigente del gruppo Areva, una multinazionale francese che opera nel campo dell’energia. Philippe ha sostenuto Juppé alle primarie del centrodestra per le ultime presidenziali e dopo la sua sconfitta ha sostenuto Fillon, facendosi però da parte quando questi è stato coinvolto nelle inchieste sui lavori fittizi della moglie e dei figli. Per rispettare la legge sui due mandati Philippe aveva già annunciato che non si sarebbe ricandidato alle elezioni legislative del 2017.

LA STRATEGIA DI MACRON - La mossa di Macron appare evidente: il neo presidente punta a premiare la destra conservatrice che l’ha sostenuto al ballottaggio contro Marine Le Pen, scegliendo una persona dal profilo moderato: un personaggio poco noto al grande pubblico ma sicuramente funzionale agli interessi del presidente che punta a rafforzare il suo nuovo partito En Marche fondato appena un anno fa promuovendo le larghe intese. Le legislative di giugno difficilmente potranno consentire al neo partito presidenziale di avere in Parlamento i numeri necessari per governare e la collaborazione con i conservatori diventa strategica. Un anticipo di coabitazione dunque? Un progetto quello di Macron per certi versi simile a quello che vorrebbe realizzare in Italia Matteo Renzi, un grande partito della nazione, liberale e moderato in grado di marginalizzare le estreme, di sinistra e di destra. Ed in Francia le ultime presidenziali hanno dimostrato quanto entrambi le estreme, Melenchon da una parte e Le Pen  possono essere pericolose. 

CHI E' IL NUOVO PREMIER - Nato a Rouen, nel nord della Francia, capoluogo del dipartimento della Senna Marittima e della regione della Normandia, Edouard Philippe in gioventù ha militato nella sinistra. Ha studiato nel prestigioso istituto di studi politici di Parigi Sciences Po, poi all’École nationale d’administration (Scuola nazionale di amministrazione, ENA) con sede a Strasburgo e dal 1997 ha cominciato a lavorare al Consiglio di Stato francese come esperto di diritto in appalti pubblici. Philippe ha iniziato la sua carriera politica con il Partito Socialista, ma dopo due anni si è avvicinato alla destra francese e in particolare ad Antoine Rufenacht, sindaco di Le Havre tra il 1995 e il 2010, direttore della campagna presidenziale di Jacques Chirac nel 2002 e consigliere politico di Nicolas Sarkozy durante le primarie del centrodestra nel 2016.
Philippe è diventato sindaco di Le Havre nel 2010 (rieletto nel 2014) ed è deputato dal 2007 come sostituto e poi dal 2012 come eletto con l’UMP, partito che ha contribuito a fondare e che poi ha cambiato nome in Les Républicains. 

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