Usa, audio choc di McCarthy: "Trump pagato da Putin". Lui spiega: "Una battuta"

18 maggio 2017 ore 17:03, Americo Mascarucci
Dopo le rivelazioni inerenti il colloquio Trump-Lavrov durante il quale il presidente Usa avrebbe passato ai russi informazioni riservate sull’Isis ottenute da fonti israeliane, il Washington Post ora pubblica il testo di una conversazione privata fra il capo della maggioranza repubblicana McCarthy e il leader della Camera Ryan. Le rivelazioni sembrano gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche e arrivano in una giornata decisamente difficile per il presidente Usa, assediato dalle accuse e dal rischio di subire un impeachment. Il dipartimento di Giustizia ha affidato l'inchiesta sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali e sui possibili legami tra la sua campagna elettorale e funzionari russi, a un procuratore speciale, l'ex capo dell'Fbi Robert Mueller.
Usa, audio choc di McCarthy: 'Trump pagato da Putin'. Lui spiega: 'Una battuta'

LA CONVERSAZIONE - "Penso che Trump sia pagato da Putin", questo quanto dichiarato da Kevin McCarthy, in un colloquio con alcuni parlamentari repubblicani di cui esisterebbe una registrazione ascoltata e verificata dal Washington Post. Pare che le frasi pronunciate abbiano provocato all'epoca la dura reazione dello speaker della Camera Paul Ryan il quale nella registrazione si sente interrompere bruscamente la concersazione con queste parole: "Evitate i leaks… è così che dimostriamo di essere una famiglia". 
L’audio segreto – spiegano dal Washington Post – venne registrato subito dopo che i leader della maggioranza repubblicana in Congresso – McCarthy e Ryan – avevano avuto due incontri separati col primo ministro ucraino Vladimir Groysman. Sarebbe stato quest’ultimo a descrivere la tattica utilizzata dal Cremlino di finanziare politici populisti per danneggiare e indebolire le istituzioni democratiche in Europa, soprattutto nei Paesi dell’est. 
"Ci sono due persone che penso siano pagate da Putin – afferma McCarthy nell’audio – e sono Rohrabacher e Trump".

LE REAZIONI - Naturalmente lo scoop del quotidiano ha acuito lo scontro. McCarthy non ha smentito ma è intervenuto con una precisazione con la quale tenta di ridimensionare la vicenda riducendola a semplice battuta scherzosa: "Si tratta di una battuta sbagliata. Non sorprende che il Washington Post abbia provato a trasformarla in una breaking news" scrive l'esponente repubblicano su twitter.
Ryan non è intervenuto personalmente ma ha affidato al suo portavoce il compito di diramare una nota per chiarire la vicenda: "La conversazione era chiaramente scherzosa. Nessuno dei presenti ha creduto che il leader della maggioranza stesse dicendo seriamente che Donald Trump o un altro dei nostri esponenti potesse essere pagato dai russi". 
Insomma una nuova tegola sulla testa di Trump e un nuovo tassello che potrebbe andare a comporre il mosaico di quel castello accusatorio che potrebbe portare alla richiesta della messa in stato d'accusa. Che l'ipotesi impeachment arrivi ad appena quattro mesi dall'insediamento la dice lunga su quanto la permanenza di Trump alla Casa Bianca dia fastidio a molti. Ora bisognerà soltanto vedere se gli accusatori del Presidente riusciranno a trovare le prove per accusarlo di tradimento. "È la più grande caccia alle streghe contro un politico nella storia americana" ha scritto Trump su Twitter. Ma chi la vincerà?

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