Iran si vota. Chi sono e cosa propongono i favoriti Rouhani e Raisi

19 maggio 2017 ore 16:25, intelligo

I cittadini dell’Iran sono alle urne per scegliere il nuovo Presidente. Oltre 63 mila seggi elettorali sono aperti in Iran dalle 08:00 (ora locale). Nelle schede elettorali sono indicati i nomi di quattro candidati: Hassan Rouhani il presidente uscente, l’ex procuratore generale del paese Ebrahim Raisi, l’ex Ministro della Cultura e Guida Islamica Mostafa Agha Mirsalam e l’ex ministro dell'Industria Mostafa Hashemi Taba. I favoriti sono i primi due candidati, mentre gli ex ministri sono considerati outsider. Secondo i sondaggi le possibilità di vittoria di Rouhani e Raisi sono uguali. Inizialmente avevano presentato la propria candidatura 1636 persone (1499 uomini e 137 donne), ma erano stati ammessi a gareggiare solo sei candidati. Tra le candidature non ammesse - anche l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che ha guidato il paese dal 2005 al 2013. In un secondo momento si sono ritirati dalla gara elettorale il sindaco di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf e il primo vicepresidente Eshaq Jahangiri Iran. Secondo i sondaggi nessuno dei candidati riuscirà a raggiungere la soglia nel primo turno e si andrà sicuramente al ballottaggio previsto per il 26 maggio. Le urne saranno aperte fino alle 18:00, ma il ministro degli interni Abdolrezy Rahmani Fazli possiede il potere di proroga dei termini di chiusura dei seggi. Nei giorni scorsi, le autorità iraniane hanno sollecitato l'elettorato composto da circa 56 milioni di persone a sentirsi coinvolto nel voto e secondo le previsioni dei media locali l'affluenza raggiungerà almeno il 70%.

Iran si vota. Chi sono e cosa propongono i favoriti Rouhani e Raisi


Il sistema politico iraniano – L’Iran è una Repubblica teocratica. La costituzione iraniana è stata adottata nel 1979. Nel 1989 sono stati introdotti delle modifiche costituzionali che hanno permesso di rafforzare l'autorità del presidente e legalizzato l’organo regolatore dei rapporti tra il Majlis e il Consiglio dei Guardiani. Il principio fondamentale che garantisce la legittimità dell'autorità islamica è il "velayat-e faqih". In base ad esso la carica più alta dello Stato è rappresentata dal leader religioso che secondo la Costituzione è il leader della rivoluzione islamica – Rahbar – capo della Repubblica islamica, che supervisiona il lavoro di tutti i rami del governo e viene eletto dal Consiglio di esperti. Il più importante organo legislativo iraniano è Majlis, il parlamento unicamerale composto da 270 deputati. Il numero dei seggi del Parlamento aumenta e diminuisce il base al numero della popolazione. L’organo legislativo che riunisce le funzioni di camera alta e quella del controllo di costituzionalità è il Consiglio dei Guardiano, composto da 12 membri. Il suo compito consiste nella verifica delle leggi adottate dal Majlis. Il presidente è il capo dell’organo esecutivo, che ha anche il ruolo di dirigere governo e rappresenta la seconda carica più importante dopo Rahbar.


Il sistema elettoraleIl sistema elettorale in Iran è proporzionale. Il diritto di voto appartiene sia agli uomini che alle donne che hanno raggiunto 18 anni di età. Gli elettori sono chiamati a scegliere il presidente per la durata di quattro anni. Non è possibile l’elezione di un presidente per due mandati consecutivi. Per vincere le elezioni il candidato dovrebbe ottenere oltre il 50% dei voti.


L’identikit dei favoriti  Hassan Rouhani e Mostafa Hashemi Taba rappresentano l’ala riformista, mentre Ebrahim Raisi e Mostafa Agha Mirsalim quella conservatrice. Le differenze principali tra i candidati consistono nella visione diversa sui temi economici e di politica interna, mentre sulla politica estera le differenze sono meno note, essendo entrambi interessati allo sviluppo dei rapporti sia con l’Occidente sia con la Russia.


Hassan Rouhani. I due candidati usciti dalla competizione elettorale Ghalibaf e Jahangiri hanno ritirato la propria candidatura in favore di Rouhani. Il Presidente in carica ha anche ricevuto il sostegno da parte di Asghar Farhadi, rappresentante della minoranza sunnita del paese e due volte vincitore del premio "Oscar". Rouhani si propone come sostenitore di un'economia liberale. Secondo i sondaggi condotti nel periodo tra il 7 e l’8 maggio dal servizio di ricerca sociologica iraniana ISPA Rouhani ha il sostegno del 47% dei votanti, secondo il sondaggio svolto dalla IPPO con sede a Washington il presidente in carica ha il 63% del sostegno degli intervistati, mentre secondo l’agenzia stampa Fars News il 45%. Uno dei successi in politica estera di Hassan Rouhani è stata la firma dell’accordo sul nucleare, che ha permesso all’Iran di uscire dall'isolamento. Secondo il punto di vista critico, sul piano pratico gli investimenti esteri nel paese non hanno risolto il problema della disoccupazione in Iran, rimasta al 12,5. Secondo l’opinione del governo iraniano all'economia del paese mancano $ 50,000.000.000 di investimenti annui. Le banche internazionali però non mostrano grande propensione all'investimento a causa delle sanzioni americane ancora in vigore e della poca trasparenza nel settore finanziario.


Ebrahim Raisi. E’ un candidato che è riuscito a radunare attorno alla sua candidatura politica i tradizionalisti religiosi e gli elettori della classe operaia delusi dalla prolungata stagnazione economica. Secondo il sondaggio dell’ISPA Raisi ha il sostegno del 27% dei votanti, mentre secondo la IPPO il 32%. La Fars News invece lo considera favorito con il 48%. Raisi è un critico rispetto al crescente divario tra ricchi e poveri e ha proposto di risolvere i problemi economici con 1,5 milione nuovi posti di lavoro e l’aumento di 2-3 volte dei sussidi ai poveri. La critica di Raisi rispetto l’accordo sul nucleare concluso da Rouhani consiste nel far notare che non tutte le sanzioni sono state tolte, nonostante le concessioni fatte dall’Iran.


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Di Irina Osipova

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