Francia, Le Pen e Putin: i sospetti e le smentite verso il ballottaggio

02 maggio 2017 ore 16:53, intelligo

Alla vigilia del secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia i giornali tornano a parlare del rapporto tra Putin e Le Pen. In passato, siamo al primo turno elettorale, Marine Le Pen si recò a Mosca per incontrare Vladimir Putin, riaccendendo le polemiche dei propri oppositori e riaffermando l’importanza del suo status presso l'elettorato. L’intesa tra la candidata francese e la Russia cominciò a germogliare diversi anni fa. Nel corso di una visita a Mosca nel 2013 Le Pen sostenne le leggi approvate in Russia che vietavano la propaganda omosessuale tra i minori e l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Sempre durante questa visita Le Pen lanciò la proposta di creare una partnership strategica con la Russia in funzione anti-mondialista. Negli anni successivi Le Pen riconobbe la Crimea come parte integrante della Federazione Russa, criticando le sanzioni occidentali contro Mosca e condividendo la posizione russa sulla Siria. La similitudine delle posizioni del Front National e del Ministero degli Esteri russo parve abbracciare l’intero scenario mondiale. Questo feeling di intesa della candidata francese con la Russia non smise di preoccupare i rivali del Front National.

Francia, Le Pen e Putin: i sospetti e le smentite verso il ballottaggio

LE ACCUSE – Le principali accuse degli avversari del candidato del Front National in riferimento ai rapporti con Putin sono tre: l’ottenimento degli aiuti finanziari da Mosca, l’appoggio degli hackers russi e la diffusione delle fake news su Macron. Nonostante Vladimir Putin e Marine Le Pen si incontrano per la prima volta ufficialmente il 24 marzo 2017, i complottisti ipotizzano che sono avvenuti altri due incontri in precedenza e in via ufficiosa - nel 2014 e nel 2015 - quando il Front National ottiene dalla Russia un prestito pari a 9 milioni di euro concesso attraverso la First Czech Russian Bank. Secondo il sito francese Mediapart il partito della Le Pen aveva chiesto un prestito di 40 milioni per un periodo che andava dal 2014 al 2017. Nel dossier viene riportato che Mosca avrebbe mobilitato una galassia di intermediari e di oligarchi per trasferire i fondi al leader del Front National. L’inchiesta del Canal individua la figura del miliardario russo Konstantin Malofeev come il finanziatore della candidata francese. Per quanto riguarda gli hackers, gli accusatori puntano il dito addirittura contro l’agenzia di intelligence militare russa GRU che dopo essersi occupata della Clinton, ora reindirizzerebbe il cyber spionaggio per svantaggiare Macron. Il terzo tipo di accuse riguarda un coinvolgimento dei media russi nella guerra d’informazione. Secondo New York Times ad esempio Russia Today e Sputnik diffondono articoli di disinformazione contro il candidato di En Marche, favorendo così Marine Le Pen. Ad accusare Mosca è anche il Partito Popolare Europeo, che in una risoluzione votata al congresso, ha presentato un capitolo che si intitola "La disinformazione della Russia mina la democrazia occidentale", nel quale accusa Mosca di fare propaganda, attraverso le campagne di disinformazione e supporto continuo a forze politiche anti-europee, definendo la cyber-minaccia russa superiore di gran lunga a quella cinese.

LE SMENTITE – Dmitrij Peskov, il portavoce del presidente Vladimir Putin dichiara l’assoluta estraneità a queste vicende, affermando che la Russia si rifiuta di interferire nelle elezioni degli altri paesi e non preferisce Le Pen a Macron, considerando che sia il popolo francese a dover decidere il proprio leader. Ecco quanto dichiara Peskov: “Tutto questo ricorda le accuse fatte da Washington lo scorso anno e che sono ancora oggi campate in aria”. A seguito della visita ufficiale di Marine Le Pen a Mosca, anche Vladimir Putin smentisce il proprio sostegno alla candidata francese dicendo che la Russia non vuole avere alcun impatto sugli eventi in corso, ma si riserva il diritto di comunicare con tutti i rappresentanti di ogni forza politica del paese, così come fanno i partner in Europa, gli Stati Uniti. Di fronte alla vicenda del prestito Marine Le Pen spiega in un’intervista a Le Nouvel Observateur (L'OBS) che il Front National si è rivolto a diverse banche estere in Spagna, USA e Russia, dicendo che il denaro ricevuto verrà restituito alle banche. Invece Maria Zakharova – la portavoce del ministero degli esteri russo - rispondendo al dito puntato del PPE ha chiesto espressamente agli autori delle varie accuse “che presentino almeno una sola prova”. Le prove, come previsto da Mosca, non sono mai state presentate.

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Di Irina Osipova

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