La mossa di Minniti sui migranti è "di gruppo" e passa nelle acque libiche

21 marzo 2017 ore 17:20, Andrea De Angelis
A Roma, per parlare di immigrazione e alla presenza (in parte a sorpresa) anche del premier libico. Il vertice tenutosi ieri, lunedì 20 marzo, ha un significato importante per almeno due motivi. Arriva innanzitutto a cinque giorni dall'attesa celebrazione per i 60 anni dei Trattati di Roma, accendendo così già i riflettori sulla capitale italiana e punta l'attenzione anche sul controllo delle acque territoriali, da cui l'importanza di "formare - ha detto il ministro Minniti - e addestrare la nuova guardia costiera libica". "Nessuno ha in tasca la soluzione del problema - ha osservato il titolare del Viminale al termine dell'incontro - ma oggi (ieri, ndr) è stata manifestata la comune volontà di governare l'immigrazione illegale, senza subirla o inseguirla e tenendo presente che qualsiasi politica di integrazione ha un limite nella capacità  di accoglienza. Integrazione e accoglienza, due parole che devono andare di pari passo". 

La mossa di Minniti sui migranti è 'di gruppo' e passa nelle acque libiche
L'APPELLO DI GENTILONI 
"La cooperazione nella lotta contro i trafficanti è anche una cooperazione umanitaria". Così il premier Paolo Gentiloni a conclusione del suo intervento al vertice di ieri. "C'è stato un tentativo minore, che dobbiamo comunque contrastare, in seguito alla firma del memorandum d'intesa tra Libia e Italia e alla condivisione di questo documento da parte dell'Ue, di presentare questa iniziativa come un'iniziativa che potrebbe avere risvolti negativi sul piano umanitario. Ma è esattamente il contrario", ha ribadito il premier italiano a tutti i partecipanti. 

LA PRESENZA DI AL SARRAJ
La presenza del premier libico Fayez al Sarraj all'incontro tenuto ieri a Roma dai ministri dell'Interno dell'Ue e del Nord Africa sulla crisi migratoria lungo la rotta del Mediterraneo centrale è stata "significativa". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti nel punto stampa tenuto al termine della riunione a Roma. "Sarraj è venuto per qualche ora a Roma per testimoniare un impegno nel contrasto ai trafficanti di esseri umani e la stabilizzazione della Libia sono due facce della stessa medaglia", ha dichiarato il ministro. Per circa un'ora al Sarraj ha partecipato al vertice, nonostante la sua presenza venisse data come "poco probabile" alla vigilia.

PROSSIMO APPUNTAMENTO A TUNISI
Entro la prima settimana di giugno, a Tunisi, si svolgerà il secondo appuntamento del Gruppo di contatto. pPer l'Italia l'interlocutore principale resta il premier riconosciuto dall’Onu, Fayez Al Sarraj. Ma non si tralascia neppure il dialogo con il generale Khalifa Haftar, a Tobruk, nell’Est del Paese, che - sottolinea La Stampa - preoccupa per l’intesa con il presidente russo Vladimir Putin. Il viceministro degli Esteri Mario Giro ribadisce, scrive sempre il quotidiano, che "confrontarsi con Haftar è un modo per rafforzare il processo di ricostruzione dello Stato libico". 

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