Trump riceve i tre big dell'auto di Detroit: posti di lavoro e niente ambientalismo

25 gennaio 2017 ore 15:14, Luca Lippi
Donald #Trump ha ricevuto i tre moschettieri di #Detroit, Sergio Marchionne di Fca, Mary Barra di Gm e poi Mark Fields di Ford. Dice Trump a margine dell’incontro: “Saremo il Paese più ospitale” quando si tratta di business, ha affermato. “Abbiamo in corso un grande sforzo per dar vita a nuovi impianti e sta accadendo”, ha continuato facendo eco allo slogan della sua inauguazione, “Buy American, hire American”, comprare americano e assumere americani. 
Trump ha promesso ai vertici delle Big Three che eliminerà barriere a nuova produzione e investimenti ,Ford e Fca in particolare sono piuttosto interessati agli sviluppi delle promesse elettorali del neopresidente americano, tant’è che hanno di recente annunciato nuovi investimenti negli Usa. 
Trump ha promesso anche  che accelererà in particolare i permessi che hanno a che fare con l'#ambiente. “Ci sono regole delle quali nessuno ha mai sentito parlare” ha detto suggerendo che con lui alla Casa Bianca nessuno ne sentirà parlare nemmeno in futuro. Trump ha proseguito: “Sono un ambientalista ma le normative ambientali sono fuori controllo”. 
Poi Trump ha ripreso la sua battaglia all'accordo di libero scambio nordamericano Nafta.  Le case automobilistiche sono tutte attenzionate  dal neopresidente Trump, sia nel bene che nel male. Nel mirino sono finite le case automobilistiche che producono all’estero, soprattutto in Messico e Trump rilancia, minacciando tariffe del 35% sulle vetture costruite oltreconfine e importate. Il presidente intende rinegoziare l'intero Nafta

Trump riceve i tre big dell'auto di Detroit: posti di lavoro e niente ambientalismo

Marchionne ha ribadito che il desiderio del presidente Trump di costruire una solida base produttiva negli Stati Uniti è un obiettivo condiviso anche da FCA US LLC. “Apprezzo l’intento del presidente di fare degli Stati Uniti un grande luogo dove fare business. Lavoreremo con il presidente Trump e i membri del Congresso per rafforzare l'industria americana”. 
Nel complesso, FCA US ha destinato più di 9,6 miliardi di dollari di investimenti nei suoi stabilimenti produttivi negli USA creando 25mila nuovi posti di lavoro dal 2009 a oggi. 
Sempre il presidente Trump, mantenendo fede al suo impegno di investire e sviluppare le infrastrutture ha annunciato la firma di un immediato ordine esecutivo per riautorizzare la costruzione della colossale Keystone XL Pipeline, il grande oleodotto del consorzio Transcanada che potrebbe portate petrolio dalle sabbie bituminose canadesi fino al Golfo del Messico in Texas.
Il progetto si era insabbiato per motivi di natura finanziaria soprattutto in relazione all’eccesivo crollo del prezzo del petrolio. Trump ha deciso di sbloccare l'oleodotto Dakota Access della Energy Transfer Partners, un progetto da 3,8 miliardi di dollari e da quasi duemila chilometri che era stato fermato dopo forti proteste di ecologisti e delle tribu' native del Nord Dakota, sui cui terreni sacri, antichi cimiteri, dovrebbe passare. 
Sulle infrastrutture in generale, Donald Trump fa da oggi i conti con la sfida dei democratici: al Senato i democratici hanno presentato una proposta da mille miliardi di dollari, le dimensioni citate da Trump durante la campagna elettorale, per ricostruire e risanare da ponti a strade, da porti a aeroporti. I senatori guidati dal leader di minoranza Chuck Schumer hanno messo nero su bianco 180 miliardi per ferrovie e autobus, 65 miliardi per porti, aeroporti e vie d'acqua, 110 miliardi per sistemi di fognature e trattamento delle acque, 100 miliardi per l'energia e 20 miliardi per strutture nei territori tribali.
autore / Luca Lippi
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