L’ISIS nelle Filippine, mentre Duterte era da Putin. Niente aiuto USA, vogliono unioni civili

25 maggio 2017 ore 16:10, intelligo

I gruppi jihadisti legati all’ISIS hanno conquistato la città filippina durante il viaggio del presidente delle Filippine in Russia. La visita di Rodrigo Duterte a Mosca era programmata per 5 giorni, ma a causa dell’attacco terroristico il presidente filippino ha dovuto anticipare l’incontro con Vladimir Putin e subito dopo interrompere la sua visita ufficiale.

L’ISIS nelle Filippine, mentre Duterte era da Putin. Niente aiuto USA, vogliono unioni civili

L’ISIS conquista la città filippina - Marawi, la città conquistata dall’ISIS ha circa 200 mila abitanti e si trova all’interno dell’isola meridionale di Mindanao. Secondo le stime sarebbero circa 800 i combattenti appartenenti alle formazioni Abu Sayyaf e Maute che sono riuscite ad avere il controllo della città. I terroristi hanno a disposizione le armi pesanti, i fucili mitragliatori e i fuoristrada.

Duterte chiede le armi a Putin - La conquista di Marawi era iniziata il 23 maggio, mentre il presidente Filippine si trovava in visita ufficiale in Russia. In occasione dell’incontro anticipato con Vladimir Putin, Rodrigo Duterte ha espresso la speranza che Mosca aiuti Manila a combattere il terrorismo fornendo armi. “Sono venuto qui per chiedere il vostro aiuto e per confermare la nostra amicizia. Il nostro paese necessita di acquistare delle armi all’avanguardia, perché quelle che abbiamo richiesto agli Stati Uniti non ci saranno fornite. Abbiamo bisogno di combattere l’ISIS” – ha detto il presidente filippino al presidente russo nel corso dell’incontro. Il presidente Putin, ha espresso le condoglianze per la morte delle persone durante l’attacco terroristico, speranzoso che il problema si riesca a risolvere al più presto. È proprio durante la sua visita a Mosca, che Duterte ha introdotto la legge marziale, anticipando il ritorno nelle Filippine a causa dell’aggressione jihadista al paese.

La strategia estera di Duterte: meno USA, più Russia e Cina - Le relazioni delle Filippine con gli Stati Uniti hanno cominciato a peggiorare a seguito del nuovo corso politico intrapreso dal nuovo presidente Duterte. Manila mira ad accordi strategici con Mosca in tutti i settori partendo dalla cultura e arrivando alla fornitura delle armi. Putin è stato il primo leader europeo ad ospitare il presidente filippino. L’importanza della visita di Duterte a Mosca è evidenziata anche dal fatto che le parti avevano preparato diversi accordi bilaterali da sottoscrivere. Dopo la frettolosa partenza del presidente la gran parte della delegazione filippina è rimasta a Mosca per completare gli impegni intrapresi per quei 5 giorni. In un’intervista a Rossiya 24, rilasciata durante la visita a Mosca, il presidente Duterte ha detto che le Filippine stanno aprendo una nuova pagina nelle relazioni con i paesi europei. In particolare in riferimento alle relazioni con la Russia, il presidente filippino ha spiegato di essere interessato alla collaborazione nel settore dell’agricoltura, della sicurezza, della lotta contro la droga e il terrorismo. Per quanto riguarda il settore militare Duterte ha detto al canale russo che a seguito della sua svolta indipendentistica rispetto al dominio degli Stati Uniti sulle Filippine ha subito avuto delle difficoltà nell’export delle banane. Il leader filippino ha spiegato ai giornalisti il suo punto di vista in questo modo: “Ho notato che gli Stati Uniti si comportano snobbando i propri amici, come se non fossero affatto degli amici, e quindi ho deciso di lottare per una politica estera indipendente. Ora ci servono delle armi per combattere la droga e il terrorismo. L’ISIS ha creato la propria cellula nel nostro Paese. È proprio in questo momento che gli Stati Uniti hanno rifiutato di fornirci le armi. Ho risposto a loro che non è un problema, perché le chiederò alla Cina e alla Russia”. Duterte ha reso noto un particolare legato al modo USA di condurre le trattative: “Adesso gli Stati Uniti arrivano a proporre il loro aiuto in cambio della legalizzazione delle unioni civili. È qui non si tratta dei diritti umani, ma di idee che ridicole. Questa cosa oltrepassa ogni limite. La Russia non propone tali condizioni. Mi avevano invitato all’inaugurazione di Trump, ma io ho detto che vado prima in Russia”. Secondo il presidente filippino è difficile trattare anche con l’amministrazione di Trump nonostante lui nutra della simpatia per il nuovo presidente americano. Secondo lui l’amministrazione americana non ha un approccio omogeneo e si trova a subire diverse pressioni contrastanti. Duterte, parlando ai giornalisti di Rossiya 24 ha spiegato che non vorrebbe avere gli eserciti stranieri sul suolo filippino, per primi gli americani, ma in caso la situazione con l’ISIS peggiori, sarebbe pronto a stringere l’alleanza militare o con la Russia o con la Cina.

Di Irina Osipova

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