Turchia, effetto referendum. Erdogan arresta i seguaci di Gulen

26 aprile 2017 ore 16:28, intelligo

Il ministro dell'Interno turco Suleyman Soylu ha dichiarato che stamattina sono stati arrestati 1009 persone in Turchia, sospettate di avere dei legami con l'organizzazione di Fetullah Gülen accusato da Erdogan per aver tentato di organizzare il golpe in Turchia nel luglio 2016. In precedenza la procura aveva emesso il mandato di cattura di 4900 (secondo altre fonti 3224) persone che lavorano nelle strutture di gestione della sicurezza della Repubblica. Le retate in cui sono stati coinvolti 8500 agenti della polizia sono state condotte in 72 province sia sui luoghi di lavoro, che presso il domicilio. Nel totale, ad oggi, in Turchia sono circa 47000 persone ad essere state arrestate a partire dal golpe del 15 luglio scorso, tra i quali 10700 poliziotti e 7400 militari.

Turchia, effetto referendum. Erdogan arresta i seguaci di Gulen

EFFETTO REFERENDUM - Neanche un mese fa la Turchia si è recata alle urne, approvando con il 51,41% il quesito del referendum costituzionale che chiedeva l’approvazione di 18 emendamenti alla Costituzione turca e prevedeva il passaggio da una forma di governo parlamentare ad una repubblica presidenziale, l'abolizione della carica di primo ministro, l'aumento del numero dei parlamentari e la riforma del Consiglio supremo dei giudici e dei pubblici ministeri. L’idea di trasformare la Turchia in una Repubblica presidenziale nasce nel 2005 e il progetto di riforma vi approda al Parlamento per la prima volta nel 2011, diventando uno dei punti elettorali del programma del partito di Erdogan - Partito di Giustizia e Sviluppo. Qualche mese dopo il golpe nel 2016, riuscendo a trovare l’assenso del Partito del Movimento Nazionalista, il Partito di Erdogan riesce a raggiungere il quorum dei 3/5 (330 deputati) del parlamento per poter proporre delle modifiche costituzionali. Il Comitato per il diritto costituzionale del parlamento turco approva il progetto di legge il 30 dicembre 2016.  La notte tra il 20 e il 21 gennaio 2017 i deputati approvano tutto il pacchetto della riforma costituzionale con 339 voti favorevoli e 142 contrari.

PUNTI OSCURI - Nonostante il referendum abbia ottenuto una legittimazione popolare gli osservatori dell'OSCE e della PACE hanno espresso una serie di critiche nei confronti del referendum, definendo poco chiaramente esplicati contenuti della riforma, sottolineando che le organizzazioni della società civile non sono stati ammessi nel processo elettorale e accusando i media turchi della mancata trasparenza. Secondo la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa la riforma costituzionale turca non rispetta i principi dello stato di diritto e la separazione dei poteri. Diversi politici dell’Unione Europea hanno espresso disappunto nei confronti della svolta politica di Erdogan, considerata autoritaria, mentre il Presidente turco ha respinto le critiche considerandole “politicamente motivate”. Di fronte allo scambio di accuse reciproche tra Erdogan e rappresentanti dell’Unione Europea, Donald Trump si è congratulato telefonicamente con il Presidente turco. Di fronte al rinforzamento del potere nelle mani del presidente turco la diplomazia europea e mondiale inevitabilmente dovrà tener sempre maggiormente conto del Sultano Erdogan.

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Di Irina Osipova

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