E' già effetto Jalkh su Le Pen: lascia il presidente negazionista di FN

28 aprile 2017 ore 16:47, Luca Lippi
Durata appena tre giorni la carica di presidente del Front National per Jean-François Jalkh. Ha dovuto rinunciare all’incarico di presidente ad interim del partito di destra radicale francese dopo le  polemiche emerse da alcune sue presunte affermazioni negazioniste dell’Olocausto. È stato il vicepresidente del partito, Louis Alliot a comunicare la notizia.
Le polemiche contro Jalkh sono nate da un articolo pubblicato sulla rivista le Temps des savoirs 12 anni in fa, in cui aveva citato il teorico negazionista Robert Faurisson, in particolare per l’utilizzo del Zyklon B nelle camere a gas dei campi di sterminio nazisti. 
I media francesi hanno ricordato anche altre dichiarazioni rilasciate nel 2000 a una ricercatrice universitaria, in cui di nuovo metteva in discussione la realtà delle camere a gas naziste. Jalkh ha sostenuto di non ricordare di queste dichiarazioni, ma la ricercatrice ha affermato di avere la registrazione del colloquio. “Vuole sporgere querela e difendere il suo onore”, ha spiegato Alliot intervenendo questa mattina su Bfmtv.
E' già effetto Jalkh su Le Pen: lascia il presidente negazionista di FN
Alliot ha detto che Jalkh sarà sostituito dal sindaco d’Hénin-Beaumont, Steeve Briois, attuale segretario del FN. La scelta di un presidente ad interim del partito si deve al fatto che dopo il primo turno delle presidenziali francesi Marine Le Pen, arrivata al ballottaggio contro Macron, ha deciso di auto-sospendersi dalla presidenza.
Jalkh era stato nominato il 25 aprile, e poco dopo il giornalista di La Croix Laurent de Boissieu aveva pubblicato sul suo blog un estratto della tesi di laurea di una ricercatrice di Scienze politiche. La donna, Magali Boumaza, aveva riportato nella sua tesi e poi in un articolo del 2005 parte di un’intervista fatta a Jalkh nel 2000 in cui, di fatto, si mette in dubbio l’esistenza storica delle camere a gas nei campi di concentramento nazisti. 
Jalkh aveva dichiarato a Magali Boumaza di aver consultato un chimico specializzato nell’uso di Zyklon B, il gas utilizzato dai nazisti: “Penso che da un punto di vista tecnico sia impossibile, direi davvero impossibile, che sia stato usato per lo sterminio. Perché? Perché ci vogliono diversi giorni per decontaminare una stanza dove è stato usato lo Zyklon B”, questo il virgolettato riportato nell’articolo di Magali Boumaza.
Contattato da Le Monde, Jalkh ha detto di non ricordarsi di quest’intervista con Magali Boumaza, ha smentito di aver mai pronunciato quelle frasi e ha detto che presenterà una denuncia per difendere la sua onorabilità. 
La ricercatrice, invece, ha spiegato di avere una registrazione del colloquio con Jalkh, che tra l’altro ha descritto ai giornali in modo preciso: ha spiegato che a quel tempo era dottoranda in Scienze politiche, che l’intervista si era svolta nella sede del Front National, che il colloquio era durato tre ore e che fu Jalkh a parlare spontaneamente delle camere a gas.
Magali Boumaza ha precisato: “In nessun momento mi ha chiesto di interrompere la registrazione o di non trascrivere le sue parole. Nulla è stato falsificato, confermo le frasi così come sono state trascritte”.
Sulla polemica è intervenuto anche lo sfidante Macron, parlando da Sarcelles, banlieue di Parigi. Macron ha colto l’occasione al volo dichiarando: “Lei (Le Pen ndr) qui non ci viene, lei vuole solo che restiate qui così o che ve ne andiate”. Poi la stoccata su Jalkh e sul negazionismo dell’Olocausto: “Non le consentirò (sempre riferendosi alla Le Pen) di minimizzare la realtà del Fn, un partito xenofobo. Ha messo alla testa qualcuno che ha espresso posizioni estremamente gravi”.
Ovviamente, manco a dirlo, dopo Jean-Francois Jalkh, un'inchiesta giudiziaria investe Steeve Briois, sindaco di Henin-Beaumont che lo ha appena sostituito. Su di lui e su David Rachline, direttore della campagna di Marine Le Pen, è stata aperta un'inchiesta per incitamento all'odio. Alle volte viene da pensare che, nonostante tutto, l’esperimento del ‘Gate Keeper’ non sia convincente neanche per chi lo ha ideato!

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autore / Luca Lippi
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