Attentato a San Pietroburgo, le piste dietro l' esplosione alla metropolitana

03 aprile 2017 ore 17:28, Americo Mascarucci
Appare ormai evidente come l'esplosione alla metropolitana di San Pietroburgo sia un attentato di matrice terroristica. L'esplosione verificatasi fra due stazoni della linea blu sarebbe stata provocata da un ordigno contenente 200/300 grammi di tritolo. La deflagrazione è avvenuta tra la fermata di Sennaya e quella del Tekhnologichesky Institut. Un altro ordigno, sarebbe stato disattivato dagli artificieri. Per il presidente Vladimir Putin non ci sarebbero dubbi, si tratterebbe di un attentato terroristico. 
A questo punto resta però da capire chi possono essere gli autori.
Il giornalista Giulietto Chiesa intervistato da Intelligonews non sembra avere dubbi. L'attentato costato la vita di 10 persone è da collegare strettamente allo scoppio della rivoluzione clorata che ha visto scendere in piazza nei giorni scorsi numerose persone contro la corruzione del potere. Per chiesa si tratterebbe di una chiara strategia indirizzata a delegittimare Putin che proprio oggi era in visita a San Pietroburgo per presentarlo agli occhi del mondo come un dittatore feroce e quindi creare le migliori condizioni per una rivoluzione che possa portare alla sua destituzione. E in uno scenario del genere, la strategia del terrore potrebbe tornare utile per destabilizzare ancora di più il quadro politico.
Attentato a San Pietroburgo, le piste dietro l' esplosione alla metropolitana

LE PISTE
Premesso ciò, chi potrebbe esserci dietro l'attentato di oggi? Il terrorismo islamico sarebbe il principale indiziato anche se quella delle bombe non sarebbe la tecnica privilegiata dai miliziani dell'Isis che fino ad oggi hanno colpito attraverso i Kamikaze. Però l'apporto della Russia contro l'Isis è stato determinante in Siria per consentire agli eserciti governativi di Bashar Al Assad di riprendere il controllo delle princiali roccaforte cadute nelle mani dei miliziani del Califfato. E L'Isis non ha mancato anche recentemente tramite i propri siti di minacciare attacchi contro la Russia proprio per punire Mosca del contributo assicurato ad Assad nella riconquista di Aleppo.
Ma restando in ambito islamico non si può non considerare anche la matrice cecena. Il desiderio indipendentista dei ceceni e delle altre etnie musulmane del Caucaso si è saldato con l'integralismo tipico della Jihad. 
Del resto i ceceni non sono nuovi ad attentati di questo tipo e arruolano kamikaze soprattutto fra le donne. Inoltre molti miliziani ceceni sono stati reclutati dall'Isis per addestrare le nuove leve proprio per la loro abilità nel compiere attentati terroristici. 
Ma la matrice potrebbe anche non essere islamica.
L'attentato potrebbe anche essere l'azione di estremisti anti-Putin che hanno agito proprio, come sostiene Chiesa con l'intento di destabilizzare il quadro politico e far maturare le condizioni di una rivoluzione contro il Governo. Con l'obiettivo nel migliore dei casi di convincere Putin a ritirarsi non ripresentando la sua candidatura alle prossime elezioni , nel peggiore ad abbatterlo con metodi non propriamente democratici. 
Insomma, saranno le indagini a chiarire la dinamica e i responsabili, ma una cosa è certa. L'obiettivo è sicuramente Putin che di nemici ne ha sempre di più, dentro e fuori la Russia. 

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