Uber ko e Travis Kalanick lascia Trump: per il Ceo business first

03 febbraio 2017 ore 15:26, Luca Lippi
Le azioni di protesta contro il neopresidente degli Usa Trump coinvolgono anche il suo staff, questo potrebbe essere il motivo che avrebbe indotto l’amministratore delegato di #Uber, Travis #Kalanick, a lasciare il gruppo dei #consiglieri economici del presidente americano.
Il momento non è dei più semplici per il colosso del ride sharing: la scorsa settimana è montata la protesta al grido DeleteUber, poiché l’azienda è stata accusata di generare profitti dalle corse verso l’aeroporto di New York durante le manifestazioni contro il blocco dell’immigrazione firmato da Trump. Nella giornata di martedì sono poi emersi malumori interni alla società, con domande dirette rivolte a Kalanick in occasione del meeting: “Cos’altro serve per farti lasciare il ruolo di consigliere?”. 
Nel frattempo, la campagna DeleteUber ha dato i suoi effetti: oltre 200.000 utenti hanno cancellato il proprio account, lanciando così un segnale forte e deciso. Il dietrofront di Kalanick, in qualche modo, fotografa l’imbarazzo della Silicon Valley nei confronti della nuova amministrazione USA: da una parte i giganti hi-tech hanno l’esigenza di stringere rapporti con la presidenza Trump per favorire la crescita del proprio business, dall’altra devono invece fare i conti con un’opinione pubblica in gran parte scontenta o preoccupata per la nuova linea di chiusura assunta dalla Casa Bianca. Da segnalare infine che Elon Musk (Tesla, SpaceX, Hyperloop) continua a essere consigliere del tycoon, almeno per il momento.

Uber ko e Travis Kalanick lascia Trump: per il Ceo business first

Una decisione presa per distanziare se stesso e la popolare società di ride sharing dal controverso Muslim Ban, ordine esecutivo sull'immigrazione firmato pochi giorni fa dal presidente.
Entrare a far parte del consiglio non implicava appoggiare il presidente o la sua agenda, ma sfortunatamente è stato mal interpretato”, ha dichiarato Kalanick, il cui ingresso nel consiglio è coinciso proprio con l’annuncio dell'ordine esecutivo. “L'immigrazione e l'apertura ai rifugiati sono una parte importante del successo del paese e di Uber”, ha tenuto a sottolineare Kalanick.
Ribadiamo invece, che al momento Elon Musk, ceo di Tesla e di SpaceX, ci tiene a sottolineare di non voler lasciare il suo incarico alla Casa Bianca.

autore / Luca Lippi
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