Turchia, autobomba esplode davanti al tribunale di Smirne: morti e feriti

05 gennaio 2017 ore 15:52, Luca Lippi
Esplosione nella provincia turca dell’Egeo, Smirne, dove un’autobomba è stata innescata nei pressi del tribunale. 
Un poliziotto e un impiegato del tribunale sono rimasti uccisi, così come due degli attentatori. Il terzo sarebbe in fuga. 
Decine i feriti ma il bilancio è assolutamente provvisorio e le notizie ancora concitate e poco precise.
In Turchia è in corso una vera e propria battuta di caccia per stanare e punire tutti i responsabili dell’attentato di capodanno alla discoteca Reina di Istanbul, in cui un uomo armato ha ucciso 39 persone. L’attentatore è “probabilmente un uiguro” ha detto in un’intervista alla tv A Haber il vicepremier turco Veysi Kaynak, confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi sulle indagini mirate a una cellula asiatica dell’Isis. Minoranza turcofona e musulmana, gli uiguri risiedono nella regione cinese dello Xinjiang. Secondo Kaynak, il killer ha agito da solo ma con l’aiuto di una rete di complici su cui stanno indagando le autorità. Inoltre, ha aggiunto, non si può escludere che sia riuscito a fuggire all’estero.
Tornando all’attentato degli ultimi minuti, Bugra Gokce , il segretario generale della città, ha confermato alla Cnn Turk che l’esplosione e la successiva sparatoria sono legate a un’azione terroristica. Ieri in città sono stati eseguiti oltre 30 arresti in relazione all’attentato della notte di Capodanno a Istanbul, dove altre persone sono finite in manette all’alba di oggi a Silivri, un distretto della provincia. Sono sospettate di essere complici del killer della strage, ancora latitante.

Turchia, autobomba esplode davanti al tribunale di Smirne: morti e feriti

Pare un presagio quanto dichiarato dall’ambasciatore turco in Italia , Murat Salim Esenli intervistato da Tgcom24. Infatti a proposito della presenza massiccia e piuttosto invasiva di terroristi sul territorio ha dichiarato: “In Turchia abbiamo un elenco di 50.000 persone che riteniamo possano essere potenziali foreign fighter, che sono una bomba a orologeria. Quando riusciamo a intercettarli e arrestarli, li mandiamo quando possibile nei loro Paesi d’origine. Ma c’è un forte probabilità che riescano a rimettersi in circolazione in breve tempo. Chiediamo quindi ai paesi d’origine che impediscano a queste persone di partire di nuovo. Quando poi questi potenziali foreign fighter passano attraverso la Turchia e entrano in Siria o in Iraq, dove ricevono addestramento militare, poi diventano una minaccia notevole”, ha detto l’ambasciatore, secondo cui bisogna che noi e voi europei e i paesi d’origine dei jihadisti “affrontiamo questa minaccia insieme”. 
Secondo l’ambasciatore, l’attacco alla discoteca non è solo o tanto un modo per colpire uno “stile di vita”, ma per “provocare più ripercussioni possibili su milioni di persone, per creare più terrore possibile”.
In Turchia il vice primo ministro turco, Numan Kurtulmus, intervistato dal quotidiano Hurriyet fa intendere che vi siano nuovi dettagli sulla dinamica dell’attentato di capodanno, ma non fornisce alcuna precisazione se non qualche dichirazione a effetto. Secondo il vice ministro “servizi di intelligence stranieri" potrebbero aver avuto un ruolo nella strage considerata la “professionalità” del killer. “Sono dell’opinione che non sia possibile che l’autore abbia eseguito un simile attacco senza alcun aiuto. Sembra una cosa da servizio segreto. Tutte queste cose vanno valutate”, ha affermato Kurtulmus, senza aggiungere ulteriori dettagli. 

autore / Luca Lippi
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