Missili Usa su Siria, la vera strategia di Trump: obiettivo Onu?

07 aprile 2017 ore 14:06, Micaela Del Monte
Donald Trump ha fatto il primo passo. Il Presidente degli Stati Uniti ha infatti ordinato un attacco con missili Tomahawk contro una base militare siriana vicino a Homs, sospettata di essere coinvolta nel raid con armi chimiche di martedì. Navi nel Mediterraneo hanno lanciato alle 4 e 40 ora siriana 59 missili che hanno colpito installazioni militari, dell’aviazione e depositi di carburanti. L'attacco, il primo in Siria dall'insediamento di Trump, non era stato annunciato dal nuovo Presidente.
L’agenzia Novosti ha confermato che la base "era stata evacuata prima dell’attacco". Damasco ha però detto che quattro soldati sono rimasti uccisi nei raid di questa notte. La Coalizione nazionale siriana, principale gruppo di opposizione, basato in Turchia ha approvato il raid e detto di sperare che gli attacchi Usa continueranno per "fermare i bombardamenti del regime": "Speriamo – ha detto il leader della Coalizione Ahmad Ramadanche i raid continuino per impedire al regime di usare i suoi aerei".
 
Missili Usa su Siria, la vera strategia di Trump: obiettivo Onu?
ATTACCO CHIMICO
Tutto è iniziato martedì scorso con la strage di Khan Sheikhoun in cui sono morte più di 80 persone, fra cui 30 bambini. In questo senso Trump aveva già espresso l'intenzione di reagire a questo attacco. "Nessun bambino dovrebbe soffrire" come hanno sofferto quelli siriani ha affermato Donald Trump. Che ha aggiunto: il bombardamento americano in Siria è nel "vitale interesse della sicurezza" degli Stati Uniti. La Siria ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, ha sottolineato Trump. E ha chiesto al mondo di unirsi agli Usa "per mettere fine al flagello del terrorismo".

LA VERA STRATEGIA DI TRUMP
Dopo l'attacco chimico della Siria l'Onu aveva intenzione di organizzarsi attraverso i suoi strumenti (prima deliberazione Onu poi le risoluzioni) chiamando a raccolta tutti i Paesi aderenti magari per poi dichiarare guerra alla Siria bombardando, rischiando così di creare veri problemi alla Russia. Attaccando in anticipo Trump ha invece messo tutti d'accordo e ha evitato quindi che l'Onu agisse, ottenendo così il massimo risultato con il minimo sforzo. In questo modo infatti l'Onu non dovrebbe aver motivo di riunirsi e la Russia potrà non esercitare diritto di veto che sicuramente avrebbe esercitato. Di fatto il Presidente Usa ha evitato così sia la frattura frontale tra Stati Uniti e Putin, e ha evitato che gli stati membri intervenissero singolarmente come accade quando qualcuno esercita il diritto di veto. Quello che stiamo vedendo tra Russia e Usa ora è solo manfrina... Questa una possibilità di scenario probabile. 


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