Sesso anale: l'ultima moda anti-tabù, non senza infezioni e rischi

29 marzo 2017 ore 8:13, Orietta Giorgio
Gwyneth Paltrow, e non solo lei, ne parla sul suo blog Goop e fornisce anche una guida di “istruzioni d’uso”, sembra essere tornato di moda e viene praticato, con soddisfazione, sempre più spesso. Di cosa parliamo? Del sesso anale, ormai anche social e senza più tabù.
Sul blog, la Paltrow, ha scritto: "Inizialmente è stato uno shock praticare il sesso anale, ora però è parte integrante delle mie abitudini sessuali. Purtroppo non tutti lo praticano, ma se è una cosa che vi attira buttatevi, non vergognatevi, non siete sole".

Sesso anale: l'ultima moda anti-tabù, non senza infezioni e rischi
 
Anche la scienza ne svela i pro e i contro. Kat Van Kirk, sessuologa e psicoterapeuta statunitense, afferma (e conferma) con convinzione: 
“Il sesso anale non fa male. O meglio, non deve farlo. In primis occorre lubrificare bene e andarci piano, poi sarà stimolante e piacevole. Alcune donne hanno anche provato orgasmi durante questa pratica sessuale”.

Quindi, secondo i sessuologi, non ci sono ragioni per le quali è sconsigliabile praticare il sesso anale, ma occorre seguire alcune accortezze.

COSA C’E’ DA SAPERE:   

- Prepararsi (anche) mentalmente: proprio perché l'erotismo passa anche dal cervello è importante essere ben disposti, sereni e non "costretti" a farlo. La paura del dolore può diventare un vero e proprio problema fisico. 

-  Fondamentale è la lubrificazione: riduce il dolore e quindi amplifica il piacere.

- L’importante è utilizzare il preservativo per evitare di contrarre malattie come l'HIV o l'HPV, un papilloma virus che può portare anche al cancro anale. 

- Inoltre è necessario cambiare il preservativo quando si passa dal sesso vaginale a quello anale e viceversa, per evitare infezioni da Escherichia Coli, del tratto urinario o dell'intestino. 

- Il rischio maggiore? Potrebbe derivare se ci si espone a penetrazioni anali con partner multipli: da vari studi è emersa una forte tendenza, tra i soggetti coinvolti, a sviluppare il carcinoma dell'ano.



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