Cyberbullismo alla Ruffini: troppe parolacce. Buonisti in tilt - VIDEO

16 maggio 2017 ore 17:22, Lorenzo Ursica
Troppe parolacce contro il cyberbullismo. Scoppia un caso quando trentamila studenti collegati in streaming da scuole di tutta Italia (1000 per la precisione) ascoltano il comico toscano Paolo Ruffini usare con un linguaggio particolare: "La volgarità non è dire cazzo, ma la violenza". 
Doveva "venire in pace" e partecipare a suo modo ai quattro eventi in contemporanea a Milano, Trieste, Cagliari e Matera e invece... 
Cyberbullismo alla Ruffini: troppe parolacce. Buonisti in tilt - VIDEO
Uno studente sale sul palco e dice una parolaccia. Ruffini coglie la palla al balzo: "Non fatemi dire parolacce perché ci sono questi signori in giacca e cravatta che non vogliono dica parolacce, ma mi sembra assurdo non dirle, perché voi le dite e mettere una distanza tra me e voi mi sembra una stronzata". 
Insomma tutto il contrario di quello che si voleva trasmettere per alcuni. La prova che l'ideologia, anche quando buonista e politicamente corretta, si scontra inesorabilmente con la realtà e la natura delle persone che va sempre rispettata e mai telecomandata con freddezza mentale e moralismo (e alla fine, a suo modo, è proprio Ruffini ad averlo fatto capire). La prova che non si educano le persone come fossero cose da manovrare, ma che se si cresce in una realtà bella davvero (e non a parole anche se non O_stili) la volgarità e gli eccessi verbali spariranno da soli.
Insomma alla fine è arrivata la realtà a svegliare il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che aveva lanciato il progetto: "Condivido - Il Manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole. un progetto educativo promosso da Parole O_Stili: la community di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti e comunicatori nata per contrastare l’hate speech, l’ostilità dei linguaggi nei media, in particolare in Rete". 

Alla fine il risultato è talmente choc che Trieste si scollega (lo fa l’assessore all’istruzione del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti).  Anche il Ministro Fedeli che pure gli dice "bravo" alla fine ammette all’Unicredit Pavillon: "Io mi tappavo le orecchie". 




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