Eureca alla Camera: tutti contro il Fiscal Compact - VIDEO

02 agosto 2017 ore 15:36, Fabio Torriero
Grande e inaspettata convergenza politica in Italia su una battaglia legislativa all’inizio sottovalutata e oggi finalmente compresa per quello che realmente è: pericolosa, definitivamente esiziale e tombale per la sovranità dello Stato. Lo condanna, infatti, ad imbrigliare la propria economia, impedendo investimenti e ripresa produttiva. Ben lungi dal calmierare, razionalizzare i conti pubblici e controllare il debito, di fatto produce disoccupazione e depressione delle imprese. In una parola, ci ha impoveriti.
A questo punto, delle due l’una: o i parlamentari nostrani, a suo tempo, l’hanno approvata meccanicamente, ignorandone effetti e contenuti (come spesso accade), o l’hanno fatto “sotto comando”, eseguendo un ordine di qualche casta e lobby internazionale, con l’unico obiettivo di neutralizzare, indebolire gli Stati nazionali riducendone la libertà di movimento, nel nome di una visione globalista-rigorista, che rappresenta la cifra genetica dell’attuale Ue. 
Stiamo parlando del mistero che circonda il Fiscal compact, che adesso si vorrebbe inserire nei trattati europei. 
Eureca alla Camera: tutti contro il Fiscal Compact - VIDEO
E stiamo parlando di un'affollata iniziativa che si è svolta a Roma, il 1 agosto, presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, organizzata dall’Associazione Eureca (Europa Etica dei Cittadini e delle Autonomie), molto attiva su argomenti di questo tipo (si ispira alle ricette del professor Guarino). 
Un’iniziativa che ha visto, appunto, l’adesione trasversale di forze opposte: dal Pd a Fratelli d’Italia, dalla Lega ai 5 Stelle, dagli ex-conservatori- riformisti ora Direzione Italia a Sinistra italiana, ai Democratico-Progressisti- Articolo1. 

Al panel nutrito di tecnici (James K. Galbraith, Federico Minemma, Federico Tedeschini), sotto l’impulso degli animatori di Eureca (il giornalista del Tg1 Angelo Polimeno, Donatella Visconti e l’ambasciatore Giulio Terzi), si sono aggiunti i tanti politici: Ettore Rosato (Pd), Carla Ruocco (M5Stelle), Giancarlo Giorgetti (Lega), Alfredo D’Attorre (Mpd), Gianfranco Librandi (Pd), Raffaele Fitto (Di), Giorgia Meloni (Fdi), Maurizio Lupi (Ncd-Ap), Stefano Fassina (Si) e Fabrizio Di Stefano (Fi).

Angelo Polimeno (intervistato da IntelligoNews) ha subito sparato i suoi dardi: “Fiscal Compact? Un patto suicida dei governi che si è tradotto in più tasse, meno crescita e meno occupazione per noi. Il contrario della sua mission. L’imposizione del pareggio di bilancio è una follia”. E ha ricostruito tutto l’iter degli ultimi provvedimenti intergovernativi che hanno snaturato e stravolto Maastricht. In buona sostanza: accordi illegali e illegittimi rispetto allo stesso diritto europeo. Rosati (Pd) ha detto che bisogna investire maggiormente sull’Europa, facendo un pezzo di strada insieme, dicendosi possibilista, però, sull’opportunità di bloccare il Fiscal Compact. 
D’Attorre (Mdp), dal canto suo, ha ricordato come il pareggio di bilancio, figlio del Fiscal Compact, sia stato inserito già nella Costituzione (articolo 81 della Carta), richiamando tutti alla coerenza e offrendo una soluzione semplice: “Basta togliere il comma 2”. 
Librandi (Pd) ha spiegato che il Fiscal Compact fu votato in una situazione di emergenza, giustificata dal momento politico di grande difficoltà economica in cui versava l’Italia. Ma che oggi le cose sono cambiate. “Oggi occorre dare priorità agli investimenti, alla ripresa economica, all’innovazione, alle politiche infrastrutturali, ridando ossigeno alle imprese”. Ribadendo una battaglia che sta conducendo da parecchio: “Formule di partecipazione civica e di condivisione capaci di unire impresa e lavoratori”. 
Fassina (Si) ha sparato alto contro le ricette liberiste che la Ue tenta di imporre religiosamente: “L’austerità non è l’unica strada. E’ arrivato il momento di limitare il potere delle Banche centrali che imperano senza il controllo democratico”. La Ruocco (M5Stelle) si è scagliata contro “l’algebra demenziale nociva per l’Italia, figlia della filosofia rigorista della Ue che pretende tutto dagli Stati, ma che non aiuta su immigrazione. Col risultato che il 70% dell’azione economica degli Enti Pubblici è bloccata”. La Meloni (Fdi) ha ricordato come tutta la responsabilità del Fiscal Compact sia da attribuirsi a Monti e al suo governo che ha commissariato l’Italia. Di Stefano (Fi), intervistato da IntelligoNews, ha chiesto a tutta la classe politica di fare un bagno di umiltà, visto che tutti a suo tempo hanno votato il Fiscal Compact. D’altra parte, il momento politico era allarmante e allarmato (lo spread). E ha puntato l’indice sulle strategie molto “più alte” dell’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Se abbiamo sbagliato tutti insieme, dobbiamo oggi tutti insieme attivarci per cambiare regole”. Fitto (Di) ha detto che “dall’ascolto bisogna passare all’azione concreta”.  

Vedremo ora come il Fiscal Compact vivrà (se vivrà) la sua stagione finale, mutuando il felice slogan che ha caratterizzato l’iniziativa di Eureka: Final Compact.






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