Italia brucia, solo luglio peggio del 2016: flagello Sud e mappa interventi

14 luglio 2017 ore 15:22, Micaela Del Monte
Nel mese di luglio in Italia ci sono stati più incendi che in tutto il 2016. Secondo i dati di Legambiente: 26.024 ettari di superfici boschive, pari al 93,8% della superficie totale bruciata nell'intero anno scorso. Le regioni più colpite sono la Sicilia con 13.052 ettari, la Calabria con 5.826 e la Campania con 2.461. Messina, Enna, Palermo. Brucia il Vesuvio. Il Gargano, la Basilicata, la Calabria e anche Roma. Dal 15 giugno all'11 luglio, sono ben 18.185, gli interventi realizzati dai Vigili del Fuoco per incendi di bosco, sterpaglie e colture, con una netta prevalenza di episodi nelle Regioni del Centro e del Sud, dove si registra il triste primato della Puglia con oltre 3.500 interventi segnalati.

Italia brucia, solo luglio peggio del 2016: flagello Sud e mappa interventi
LAZIO
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Il Lazio la quarta regione in Italia per superficie andata in fumo dall’inizio dell’anno. E’ quanto emerge dal Dossier Incendi 2017 di Legambiente. Secondo i dati forniti dal’indagine, e aggiornati al 12 luglio 2017, dall’inizio dell’anno nel Lazio è andata in fumo una superficie pari a 1.635 ettari, l'equivalente di 2500 campi da calcio. Particolarmente colpita dall’ondata di incendi anche la provincia pontina con decine di interventi giornalieri da parte di vigili del fuoco e Protezione Civile per domare roghi divampati da nord a sud del territorio. Solo ieri un violento incendio divampato sulla montagna di Sezze ha reso necessario un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, con tanta paura anche per i cittadini. Vasti roghi sempre nella giornata di ieri anche nella zone di Itri, devastata dalle fiamme negli ultimi giorni, e di Fondi. 
Complessivamente si è intervenuti su 42 fronti in tutte le province del Lazio, di cui 14 nella provincia di Roma, esclusa la Capitale, 10 su Frosinone, dove si registrano situazioni critiche a Pontecorvo e soprattutto a Paliano per un incendio sviluppatosi alle ore 14 e che sta minacciano la Selva. Incendi anche in provincia di Latina, quantificabili in otto, 6 in quella di Viterbo e 3 in quella di Rieti.

SICILIA - In tutta la Sicilia ieri sera si contavano 125 focolai di incendio, duemila solo nell'ultimo mese. Sono una ventina i roghi su cui stanno operando le squadre antincendio in Sicilia. I roghi più grossi stanno interessando le zone di Priolo, Catania, San Mauro Castelverde (Palermo) e San Vito Lo Capo (Trapani). Messina chiede lo stato di calamità. La ferrovia Catania-Palermo è interrotta all’altezza di Enna: si può solo viaggiare in autobus. Secondo Coldiretti sono andati in fumo duemila ettari di uliveti e vigneti in Sicilia.

CALABRIA - La Calabria continua a bruciare: oltre 250 incendi in meno di 24 ore, le criticità maggiori si sono registrate nella provincia di Cosenza dove risultano attivi più di 60 focolai. La Prefettura ha attivato l’Unità di crisi per monitorare le aree del territorio interessate da roghi, ma la situazione resta particolarmente difficile. Le situazioni più critiche a Papasidero, San Fili, Fagnano Castello, San Marco Argentano, San Vincenzo la Costa e Rovito dove, ieri sera, circa 300 persone sono state allontanate precauzionalmente dalle proprie case. Nel Cosentino un uomo di 69 anni di San Pietro in Guarano è morto carbonizzato mentre cercava di spegnere un incendio divampato vicino al proprio terreno, nella frazione San Benedetto. In precedenza aveva perso la vita a Favelloni di Cessaniti, nel Vibonese, un 68enne. Anche lui cercava di spegnere diversi roghi. Il corpo è stato ritrovato in un dirupo.

CAMPANIA - Sul Vesuvio si è sviluppato un incendio con un fronte di due chilometri. I fumi sono arrivati fino in Puglia. Un tratto dell’autostrada verso Taranto è stato chiuso per alcune ore. Decine di persone sono state evacuate. E poi le province di Napoli, Salerno e Avellino: un centinaio di incendi, 600 persone impegnate. La protezione civile della Campania fa sapere che sono oltre 100 gli ettari di bosco andati distrutti nel corso degli incendi che stanno interessando l’area vesuviana. Al momento, viene definito contenuto il fronte sul versante Nord tra Ercolano e Torre del Greco mentre è ancora complessa la situazione ad Ottaviano, Terzigno e Agerola-Monti Lattari.

MEZZI - Dall’inizio dell’anno, inoltre, si è stabilito un altro record: la flotta dello Stato è intervenuta 769 volte, il picco massimo degli ultimi 10 anni. Nel 2007, un anno infernale per gli incendi, le richieste si fermarono a 722. E nel 2012, altro anno difficile, furono 458. "Di fronte a questi numeri - sottolinea la Protezione Civile - è encomiabile il lavoro svolto dalla flotta antincendio". Che da oggi può contare su altri due velivoli: due aerei francesi già operativi sul Vesuvio dopo la richiesta d’aiuto dell’Italia a Bruxelles. 

Ecco la mappa con tutti i mezzi utilizzati dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile nelle diverse aree del Belpaese per reprimere gli episodi di incendi: dai Canadair ai mezzi militari.  
 

ARRESTI - Tre gli arresti di ieri nel napoletano, tutti a carico di coltivatori diretti, e peraltro in zone che non sono quelle interessate dall’incendio principale. I fermi sono scattati in flagranza di reato per piccoli roghi a Varcaturo (Napoli), nel Sannio e nel Casertano, nell’area della Terra dei Fuochi. Ferma anche la condanna dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe: "Non sappiamo se e quando la giustizia umana riuscirà a dare il suo verdetto di condanna. Abbiamo la certezza, però - ha detto - che la condanna di Dio è già in atto, e pesa sulla coscienza di chi, ritenendo di agire impunemente, ha voluto `uccidere´ l’ambiente”. Piromane in manette anche a Roma dove i carabinieri hanno arrestato per incendio un 32enne originario della provincia di Lecce ma residente nella zona de La Rustica. L'incendiario è stato scovato nel tardo pomeriggio di ieri 13 luglio nel territorio di Genazzano. Dopo aver appiccato un fuoco in un campo è fuggito con un bus Cotral. E' il secondo piromane che viene arrestato dai carabinieri nella provincia romana. Lo scorso 5 luglio stessa sorte era toccata ad un uomo di 49 anni, fermato dai militari dell'Arma dopo aver appiccato un incendio nella zona di Tivoli, alle prese quei giorni con diversi incendi di notevole proporzione.  


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