Ecco chi era il vero don Benzi: amava la misericordia quanto la dottrina

22 dicembre 2014 ore 10:43, Americo Mascarucci
Ecco chi era il vero don Benzi: amava la misericordia quanto la dottrina
“I vostri racconti parlano di schiavitù e di liberazione, parlano dell’egoismo di quanti pensano di costruirsi l’esistenza sfruttando gli altri e della generosità di coloro che aiutano il prossimo a risollevarsi dal degrado materiale e morale
. Sono esperienze che mettono in luce le tante forme di povertà da cui purtroppo è ferito il nostro mondo; e rivelano la miseria più pericolosa, causa di tutte le altre: la lontananza da Dio, la presunzione di poter fare a meno di lui”. Così ha parlato Papa Francesco ricevendo in udienza la Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. “Il suo amore per i piccoli e i poveri - ha aggiunto Francesco ricordando l’opera del fondatore scomparso nel 2007 per il quale è in corso la causa di beatificazione - per gli esclusi e gli abbandonati, era radicato nell’amore a Gesù crocifisso, che si è fatto povero e ultimo per noi. La sua coraggiosa determinazione nel dare vita a tante iniziative di condivisione in diversi Paesi sgorgava dal fiducioso abbandono alla Provvidenza di Dio; scaturiva dalla fede in Cristo risorto, vivo e operante, capace di moltiplicare le poche forze e le risorse disponibili. Dalla missione di coinvolgere gli adolescenti e interessarli alla persona di Gesù - ha poi aggiunto il Papa - nacque nel servo di Dio don Oreste Benzi l’idea di organizzare per loro un incontro simpatico con Cristo, vale a dire un incontro vitale e radicale con lui come eroe e amico, mediante testimonianze di vita vissuta, che mostrassero in pienezza il messaggio cristiano, ma in modo gioioso e persino scherzoso. Nacque così la vostra comunità con le sue case-famiglia, le cooperative sociali ed educative, le case di preghiera, i servizi per accompagnare le maternità problematiche”. Parole bellissime, cariche di ammirazione per un uomo, un sacerdote, un grande pastore che ha servito Cristo in tutta la sua vita e che proprio nei poveri, negli emarginati, nelle prostitute ridotte in schiavitù incontrava il Cristo da servire. Un santo don Benzi, senza dubbio, ma anche un uomo profondamente innamorato del Vangelo, quel Vangelo che serviva, non soltanto praticando l’opzione preferenziale per i poveri, ma anche difendendo a viso aperto e senza compromessi i valori etici. Questo aspetto della vita di don Oreste si tende purtroppo a dimenticarlo. Ci si dimentica dei suoi accesi interventi in difesa della vita umana, contro l’aborto, l’eutanasia, dei suoi infuocati appelli per la tutela della famiglia messa a rischio dal sopraggiungere delle nuove e moderne forme di unione, la sua “lotta” contro il riconoscimento delle unioni gay; perché Don Benzi nei confronti degli omosessuali nutriva il massimo rispetto ed un grande amore, ma per primo riconosceva che questo amore per loro non poteva concretizzarsi riconoscendogli quei diritti che andavano ad infrangere il principio della famiglia fondata sul matrimonio. Don Benzi accoglieva tutti, amava tutti, non chiudeva le porte a nessuno e possedeva una straordinaria attitudine alla misericordia; ma difendeva la dottrina prima di tutto, scontrandosi a viso aperto anche con molti di quei cattolici progressisti per i quali il Vangelo andava adattato alle mode e alle esigenze del momento. Per don Oreste il Vangelo era uno, indiscutibile, sempre coerente a se stesso, perché era il Vangelo che convertiva il mondo, non il contrario. Questo è stato don Benzi e sarebbe sbagliato non ricordarne la figura e l’opera di testimone del Vangelo da ogni lato, quello dell’assistenza ai poveri prima di tutto ma anche quella del rigido, intransigente, “non negoziabile” custode della dottrina della Chiesa.
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