Fusaro (filosofo): "La sinistra ha abbandonato i diritti sociali per nozze gay e droga. Contro genocidi finanziari, via dall'Euro"

07 febbraio 2014 ore 15:41, intelligo
Fusaro (filosofo): 'La sinistra ha abbandonato i diritti sociali per nozze gay e droga. Contro genocidi finanziari, via dall'Euro'
di Adriano Scianca
“La sinistra ha completamente abbandonato i diritti sociali per buttarsi su matrimoni gay e droga libera. Napolitano? Ci sta prendendo in giro”. A parlare, per quanto possa sembrare strano, è un vero marxista doc. Diego Fusaro è l'astro nascente della filosofia italiana. Classe 1983, ha già all'attivo una decina di saggi, con titoli eloquenti come Bentornato Marx! o Minima Mercatalia. Filosofia e capitalismo. Ma per essere veri rivoluzionari, spiega, che oggi bisogna attaccare l'Euro, non perdere tempo con i matrimoni omosessuali. Fusaro, partiamo dall'attualità: come giudica la notizia che la Corte dei conti se l'è presa con le agenzie di rating perché nel declassare l'Italia non hanno tenuto conto del suo patrimonio culturale? «È un'ottima notizia, dobbiamo risvegliarci proprio a partire da queste cose. Quello che ci serve è proprio un risveglio culturale dell'orgoglio nazionale contro l'eurocrazia». Anche Napolitano sembra essersi svegliato. Cosa pensa del suo appello all'Europa affinché cessino le politiche di austerity?  «Ci stanno prendendo in giro. Basta con questa retorica, oggi tutti dicono di essere  contro l'austerità ma è del tutto ovvio che non puoi togliere l'austerità se non togli l'Euro. Non si può essere davvero contro l'austerity se si è pro-Euro. L'appello di Napolitano mi sembra ipocrita, così come è ipocrita il nuovo leader greco, Tspiras, che è esattamente sulle stesse posizioni. O non hanno capito o sono in malafede. Per me sono in malafede...». Parlavamo di Napolitano. Come vede un filosofo come lei, fortemente influenzato da Marx, questi esponenti politici cresciuti nel Pci? «Si tratta di una generazione di politici che non è mai stata libera. Prima erano al servizio dell'Urss, ora lo sono degli Usa. Non hanno sperimentato la libertà un solo secondo della loro vita. Come diceva Gobetti: “Che ho a che fare io con i servi?”. Ecco, che ho a che fare io con chi negli anni '70 si agitava scompostamente per il comunismo e ora si agita scompostamente per il capitalismo? Erano devoti dell'universalismo comunista, ora sono devoti dell'universalismo liberale». Lei è sempre molto critico nei confronti dell'Ue. Esiste, tuttavia, un concetto di Europa da salvare al di là, o anche contro, l'Unione europea attuale? «Certo. Io ho interesse per l'ideale kantiano di un'Europa di popoli fratelli, sovrani, liberi democratici. Non quella dell'incubo dei genocidi finanziari che vediamo intorno a noi. Oggi la libertà non è soppressa con i carri armati ma con l'Euro e con lo spread. Il popolo greco non è libero come il popolo tedesco, è un dato di fatto, esiste una forma di dominio economico contro cui bisogna lottare. L'Euro non è solo una moneta, è un meccanismo disciplinare per governare i popoli. Questa è la vera battaglia da combattere, oltre le vecchie categorie di destra e sinistra, atei e credenti etc». Chi sostiene certe tesi, tuttavia, è spesso tacciato di utopismo, di essere fuori dalla realtà e simili... «Ma il compito della filosofia non è raddoppiare l'esistente. Gramsci diceva che per cambiare il presente bisogna attrarre “violentemente” l'attenzione. Io sono contro il disincanto alla Weber perché mi pare un modo per giustificare lo stato di cose presenti. Non bisogna idealizzare il reale ma realizzare l'ideale». La sua critica si dirige anche contro quella sinistra più attratta dalle battaglie cosiddette “civili” che dai temi sociali, vero? «Io dico sempre che se la sinistra smette di interessarsi a Marx io smetto di interessarmi alla sinistra. Ebbene, oggi la sinistra ha completamente abbandonato i diritti sociali per buttarsi su matrimoni gay e droga libera, battaglie che vanno esattamente nella logica del capitale. È l'eredità del '68. Io credo che il capitalismo si riproduca economicamente a destra, politicamente al centro e culturalmente a sinistra. In questo senso, oggi la sinistra lavora per il Re di Prussia, ha abbandonato l'ideale dell'emancipazione dal capitale per lottare in favore dell'emancipazione del capitale. L'immagine plastica di tutto ciò è la Camera presieduta dalla Boldrini che regala i miliardi alle banche e poi intona “Bella Ciao”. È stata una scena disgustosa».
autore / intelligo
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