Presunto stupro Firenze, Dalla Chiesa: "Quei due non sono l'Arma che mio padre mi ha fatto amare"

13 settembre 2017 ore 16:36, Americo Mascarucci
Il caso del presunto stupro di Firenze ad opera di due carabinieri prontamente sospesi dal servizio, sta purtroppo gettando fango sull'Arma come dimostrano alcune polemiche social a metà fra l'assurdo e il ridicolo. C'è chi addirittura è arrivato a dichiararsi impaurito dalla vista dei CC soprattutto di sera, nonostante le accuse a carico dei due presunti stupratori siano tutte da dimostrare e presentino dubbi. Molti hanno avanzato il sospetto che, tanto clamore sulla vicenda dei due carabinieri, sia servita per sviare l'attenzione sulla vicenda dei presunti stupri di Rimini ad opera di 4 immigrati. Senza voler fare troppa dietrologia è forse il caso di attendere fiduciosi l'esito delle indagini senza dare nulla per scontato. Ma soprattutto senza gettare fango sull'Arma per il comportamento di due presunte "male marce" come chiede ad esempio Rita Dalla Chiesa. La nota conduttrice televisiva, figlia del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che ha onorato la divisa combattendo contro il terrorismo brigatista e morto per mano della mafia a Palermo, è stata intervistata da Intelligonews.
Presunto stupro Firenze, Dalla Chiesa: 'Quei due non sono l'Arma che mio padre mi ha fatto amare'

Cosa pensa della vicenda dei due carabinieri accusati di stupro e ancora di più della denigrazione che da più parti si sta facendo contro l'Arma?

"E' una vicenda che mi ha fatto molto male e continua a farmene, ma l'Arma dei Carabinieri non c'entra niente perché riguarda due soggetti che carabinieri probabilmente non lo sono mai stati se hanno fatto quello per cui sono accusati. Perché carabinieri lo si è nel fondo del cuore, e certe cose non si possono fare se si ha rispetto alla divisa che si indossa. Ma forse questo è un ragionamento che non tutti possono comprendere. I carabinieri si comportano in modo diverso, sono l'istituzione più forte, più conosciuta e amata del nostro Paese e non mi sarei mai aspettata una cosa del genere".

Lei è figlia di un uomo simbolo dell'Arma dei Carabinieri. Quanto, pensando proprio al sacrificio di suo padre, questa cosa la sta facendo soffrire?

"Mi fa soffrire tantissimo. Ma ripeto, l'Arma non c'entra nulla".

Però intanto sui social c'è addirittura chi arriva ad affermare di avere paura vedendo un'auto dei carabinieri di notte girare sulla propria via?

"Lasciamo perdere, chi scrive queste cose non ha mai avuto a che fare con i carabinieri, non ne ha mai probabilmente conosciuto uno, non ha mai avuto conoscenza dei sacrifici che queste persone fanno anche all'interno delle proprie famiglie. Il carabiniere dà sicurezza, non fa paura. Anche perché la vicenda è ancora tutta da chiarire, non si può dare nulla per scontato. Ma la serietà dell'Arma sta proprio nel fatto che i due carabinieri sono stati subito sospesi dal servizio. C'è un grande comandante, si chiama Tullio Del Sette che ha preso immediatamente posizione, ha detto come la pensava prendendo le distanze da queste persone. Dopodiché sta ai giudici chiarire il tutto". 

Tornando a suo padre, c'è il rischio che certe vicende finiscano con l'offuscare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per onorare la divisa?

"Io credo nell'Arma, nella bandiera, nel Tricolore, in tutte quelle cose che mi sono state insegnate fin da bambina e che ho visto nei fatti, non sulle parole. Ho pagato sulla pelle il prezzo più alto che si possa pagare e non sono stata l'unica. Basti pensare agli ufficiali dei Carabinieri uccisi in Sicilia, da Mario D'Aleo a Emanuele Basile. Pensate alla Festa nazionale dell'Arma dove ogni volta si danno onorificenze alle vedove e agli orfani di carabinieri morti in servizio. Se poi qualcuno ha paura non chiami mai un carabiniere se è in pericolo, i suoi problemi se li risolva da solo". 


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