Gas in Siria, Andrea Purgatori: "Io c'ero quando Saddam li usò. Cosa non torna"

05 aprile 2017 ore 14:00, Andrea Barcariol
Le immagini del nuovo bombardamento in Siria, con i bimbi a terra soffocati dai 'gas tossici', stanno facendo il giro del mondo e scatenando l'indignazione generale. A prendere subito posizione è stato Donald Trump che ha scaricato le responsabilità sulla politica estera di Obama, ma ci sono ancora tanti dubbi su cosa sia realmente accaduto. Per parlare della vicenda Intelligonews ha chiesto il parere di Andrea Purgatori, giornalista e scrittore.

Ci sono diverse versioni su quanto accaduto in Siria. Qual è il suo punto di vista?
Gas in Siria, Andrea Purgatori: 'Io c'ero quando Saddam li usò. Cosa non torna'
"Ci sono due aspetti: uno emozionale perché quello che è successo fa orrore, non ci sono dubbi, e bisogna giudicarlo come un crimine di guerra terribile. Io arrivai per primo nel marzo del 1988, ad Halabja, città curda che si era ribellata a Saddam Hussein che usò i gas e fece migliaia di morti e feriti. Ho visto in diretta cosa significa l'utilizzo di gas, lo ricordo benissimo. Saddam in quel momento era appoggiato da tutta la coalizione occidentale e ci vollero molti mesi, credo 7/8, prima di accertare che avesse usato le armi chimiche. Dico questo perchè bisogna fare una considerazione politica: Assad si trova in una condizione molto migliore rispetto a quella di due anni fa, si ritrova alleato alla Russia, vicino alla vittoria e sa benissimo che l'uso dei gas chimici lo rimetterebbe nell'angolo. Se fosse vero sarebbe un fesso che va cacciato via subito. Poi c'è da fare una considerazione militare: la Siria è un luogo disseminato di piccoli depositi di armi chimiche che sono molto complesse da maneggiare e se colpite sprigionano gas senza controllo. Non sto dando ragione alla versione russa, ma questa possibilità c'è e va valutata. Il problema è che non si riuscirà ad avere un'indagine indipendente internazionale che stabilisca esattamente cosa è successo".

Avendo visto sul campo gli effetti dei gas che idea si è fatto?
"Quello che ho visto sul campo dell'uso dei gas è che uccidono indiscriminatamente e soprattutto difficilmente fanno "solo" 70 morti. Non dico che non siano siati usati i gas ma secondo me è successo qualcosa che ancora non sappiamo bene. Il problema è chi va lì a
fare un'indagine indipendente internazionale? Non ci va nessuno. Parliamo di una guerra senza testimoni, dove non è possibile accertare esattamente quello che accade e di chi siano le responsabilità".

[image: left] Lei ha detto che nel 1988 ci vollero 7/8 mesi per accertare che Saddam avesse usato i gas. Non la sorprende che in questo caso, dopo poche ore, ci sia già un "verdetto".

"Si parla di Sarin, gas che fu utilizzato nella metropolitano di Tokyo ad alta volatilità. Bisognerebbe capire che tipo di gas sono stati usati. La versione russa non nega che le conseguenze che si vedono nelle immagini siano state provocate dai gas, sul fatto che siano stati liberati non ci sono assolutamente dubbi, il problema è che se io carico i gas su un aereo e poi bombardo mi sembra difficile che ci sia questo numero di morti. E' previsto che le armi chimiche facciano danni molto maggiori. Un'indagine seria deve prevedere due aspetti: quello medico e quello  tecnico-militare. Il primo per certificare l'utilizzo e il tipo di gas, il secondo per stabilire le responsabilità che in questo momento è la cosa più importante".

Trump ha detto che "questa strage non potrà passare inosservata" e ha condannato subito la politica estera di Obama. Come interpreta queste parole?

"Non sono un suo estimatore, ma nel suo modo rozzo ha detto una cosa che ha un fondo di verità. Nell'arco di pochissimi anni siamo passati dalla decisione di bombardare Assad a una neutralità che gli ha consentito di fare quello che voleva fino a diventare quasi un baluardo contro una ribellione fatta da varie componenti, tra cui Al-Qaeda. Che gli americano abbiano commesso un errore in Medio Oriente è certo, la stesso Isis nasce da un errore americano".


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