Aids all'ombra del prevervativo: Cecchetti Vs Cattaneo al Pirellone (Papa in mezzo)

01 dicembre 2015 ore 17:38, Americo Mascarucci
Aids all'ombra del prevervativo: Cecchetti Vs Cattaneo al Pirellone (Papa in mezzo)
"Il preservativo per arginare il diffondersi dell'Aids? E' uno dei metodi". 
Lo ha detto Papa Francesco durante il volo di ritorno dal viaggio in Africa dove come consuetudine si è prestato alle domande dei giornalisti.

Francesco evidenzia tuttavia come non sia l’unico mezzo per contrastare il diffondersi dell’Aids e come l’utilizzo o meno del preservativo non sia un “grande problema”. Il discorso è incentrato soprattutto sull’Africa dove l’Aids è la piaga più grande. Perché come ha sottolineato il Papa si tratterebbe soltanto di un “cerotto sulla ferita”. 
La grande ferita è l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento dell’ambiente, la malnutrizione, il lavoro schiavo, la mancanza d’acqua potabile, il traffico d’armi – ha detto Francesco - A me non piace scendere a riflessioni così casistiche. Le guerre sono il motivo di mortalità più grande. Prima di individuare i cerotti per le ferite è dunque necessario rimuovere le cause che generano queste ferite”. 
Le parole del Papa non a caso arrivano nel giorno in cui in Italia hanno fatto molto discutere le dichiarazioni del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo sull'utilizzo dei preservativi.
In occasione della giornata mondiale contro l’Aids, il Consiglio regionale della Lombardia ha infatti messo in campo una serie di iniziative rivolte a sensibilizzare l’opinione pubblica, facendo soprattutto capire quanto la malattia, nonostante le numerose misure di prevenzione introdotte nel tempo per scongiurarla, sia ancora molto diffusa. 
La prevenzione resta dunque la parola chiave per ridurre il rischio, anche se molte persone continuerebbero ad ignorare le misure di protezione esponendosi al rischio di contrarre il virus dell’Hiv soprattutto nell’ambito di rapporti sessuali instabili ed occasionali. 
Il vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, esponente della Lega Nord proprio per sensibilizzare i più giovani ad utilizzare le necessarie precauzioni nei rapporti sessuali, ha distribuito fuori dall'Università Statale di Milano dei preservativi e del materiale informativo dell'Asl, marchiati con il simbolo della Rosa Camuna. 
Un’iniziativa questa che è stata però stigmatizzata dal presidente del Consiglio regionale, il cattolico  Raffaele Cattaneo che ha dichiarato: "Non condivido questa iniziativa del vicepresidente Cecchetti e lui lo sa, non credo che sia innanzitutto la distribuzione di preservativi lo strumento di contrasto all'Aids". 
Qualcuno ha gridato allo scandalo, come se Cattaneo non volesse una corretta prevenzione, ma è invece evidente come l’utilizzo del preservativo, per quanto necessario e per certi versi doveroso, dovrebbe essere accompagnato ad una maggiore responsabilità sessuale. Insomma l’individuo prima ancora che ricorrere al preservativo dovrebbe maturare una sana concezione etica legata ad una diversa visione della sessualità, una visione più matura e incentrata principalmente sulla stabilità di coppia rifuggendo dai rapporti cosiddetti occasionali e a rischio. Insomma per intenderci, senza voler ad ogni costo imporre uno “stato etico” prima di dire ad un giovane che per andare con una prostituita è opportuno usare il preservativo, sarebbe altrettanto doveroso sensibilizzarlo a non fare ricorso alla prostituzione sia per esigenze di sicurezza sanitaria che per non incentivare il fenomeno. 
 
Nell’ambito della campagna anti-aids una parte di Palazzo Pirelli è stata illuminata, mettendo in evidenza la scritta 'Stop Aids'. Consiglieri e assessori lombardi sono entrati in Consiglio regionale con un fiocchetto rosso, simbolo della lotta all'Aids. 
"Lo scopo della giornata odierna è quello di creare maggiore sensibilizzazione su questa malattia purtroppo ancora molto diffusa e che sta crescendo, soprattutto in Lombardia", ha poi evidenziato  il presidente Cattaneo, citando i dati dell'Istituto Superiore della Sanità  che ha certificato nel 2014 3.695 nuovi casi di infezione e 858 di Aids conclamato. 
"In Lombardia il fenomeno è in crescita con il 23% dei casi a livello nazionale, indice di una sensibilità e di un'attenzione non ancora adeguate", ha aggiunto Cattaneo. 
Ma il dato non riguarda soltanto l’Italia o la Lombardia. Negli ultimi anni il numero delle infezioni da Hiv ha ripreso a crescere, al punto che in Europa i casi riscontrati sono più numerosi che negli anni ottanta, mentre in Africa l'Aids è diventata la prima causa di morte tra gli adolescenti: ogni ora si verificano 26 nuovi contagi. 
In Italia nell'84% dei casi il contagio avviene attraverso rapporti sessuali senza preservativo. Nel mondo ogni anno si registrano oltre due milioni di nuove infezioni Hiv. 
Nel 2014 in Europa sono state accertate 142mila nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell'Oms, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea. 
Dati allarmanti dunque che tuttavia, al di là delle facili quanto banali considerazioni di ordine etico, sono la conseguenza dell'affermazione sempre più massiccia di una mentalità relativista che ha promosso la leicità di ogni comportamento in ambito sessuale, legato al soddisfacimento delle pulsioni dell'io. Il prezzo da pagare per il gusto di ricercare il piacere ad ogni costo e senza alcun freno di ordine morale. 

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