Allarme Blue Whale a Milano, tagli a labbra e tentati suicidi. TUTTI I CASI

01 giugno 2017 ore 11:23, Americo Mascarucci
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo su alcuni casi di autolesionismo forse legati alla Blue Whale Challenge il "fenomeno" online del quale di recente sono stati registrati episodi accertati anche in Italia. Si tratta di un gioco perverso che spinge gli adolescenti a farsi del male fino ad arrivare al suicidio se non fermati in tempo.
Allarme Blue Whale a Milano, tagli a labbra e tentati suicidi. TUTTI I CASI

BLUE WHALE Il meccanismo del gioco è a dir poco diabolico. E’ composto di vari livelli, ad ogni aumento di livello il gioco si fa sempre più estremo. I primi livelli servono per raccogliere informazioni riservate con le quali poi i giocatori fragili vengono ricattati e costretti a proseguire il percorso fino alla fine. Ad agganciare le vittime i cosiddetti “curatori” persone che sul web intercettano i potenziali soggetti deboli seguendoli nel loro percorso e minacciandli di volta in volta a non rivelare a nessuno ciò che sta avvenendo. Come detto l’ultimo livello è il suicidio ma prima si verificano diversi episodi di autolesionismo. L’obiettivo del Blue Whale è spingere adolescenti fragili verso la depressione costringendoli a gesti autodistruttivi. Tutto ovviamente dovrà essere documentato, con tanto di filmati che testimoniano il superamento delle varie prove compresa la tappa finale, quella appunto del suicidio. 

I CASI - I casi sospetti nel Milanese sarebbero quattro, riguardanti giovani nate tra il 2002 e il 2005, procuratesi tagli e incisioni. A occuparsi della vicenda sono il dipartimento "fasce deboli" della Procura guidato dal pm Cristiana Roveda e il procuratore per i Minorenni Ciro Cascone. Tra i casi sui quali si sta cercando di fare luce ci sarebbero anche due suicidi e un tentato suicidio di alcuni allievi di una scuola superiore milanese. 
Al vaglio dei pm ci sarebbero poi, le posizioni di maggiorenni e minorenni che avrebbero diffuso la catena della morte. Tribunale e Procura dei Minori nei casi legati alla Blue Whale inviano i servizi sociali a verificare se le famiglie dei ragazzini coinvolti siano in grado di sostenerli o se abbiano bisogno di aiuto. Anche il Comando provinciale dei carabinieri ha istituito una squadra specializzata in indagini telematiche, all’interno del Nucleo investigativo, per cercare i segnali che possono ricondurre a questo fenomeno. 
Le vittime del 'gioco' si sono inflitte "taglietti sulle labbra", ma non solo, e hanno parlato tutte di un "curatore" che le avrebbe agganciate sul web per poi proseguire le comunicazioni su WhatsApp. La Procura dei Minori sta indagando anche su alcuni presunti curatori minorenni. Secondo quanto si apprende da alcune fonti giudiziarie i soggetti interrogati avrebbero negato le accuse. Sui presunti curatori maggiorenni, invece, il pool "fasce deboli" della Procura ipotizza il reato di istigazione al suicidio.

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