Milano, paura meningite: professoressa muore in 24h. Terzo caso in 4 mesi

10 febbraio 2017 ore 10:59, Micaela Del Monte
A Milano torna a far paura la meningite. In sole 24 ore infatti il meningococco si è portato via l’insegnate milanese di origini siciliane, che è morta ieri mattina all’ospedale San Paolo di Milano. La donna era stata ricoverata giovedì in gravissime condizioni e con la febbre altissima. I primi sintomi davano pochi dubbi. La conferma è arrivata nella notte dopo gli esami clinici: "meningite da meningococco".  

Milano, paura meningite: professoressa muore in 24h. Terzo caso in 4 mesi
La docente insegnava all’istituto superiore Curie Sraffa di via Fratelli Zoia 130, in zona Baggio (nella foto in basso), e risiedeva a Milano. Il trasporto all’ospedale San Paolo è avvenuto attorno alle 12,45 di mercoledì 8 febbraio, per “choc settico in sepsi meningococcica”, che ha attaccato organi vitali. “Sono già state messe in atto tutte le procedure tipiche di questi casi: i nostri tecnici sono già nella scuola in cui insegna la donna, per coinvolgere nella profilassi antibiotica tutti i colleghi e gli alunni con cui ha avuto contatti negli ultimi giorni”: ha spiegato l’Agenzia per la tutela della salute (Ats) di Milano. In collaborazione con la Direzione scolastica Ats Città Metropolitana è al lavoro per ricostruire le attività didattiche e i contatti all’interno della scuola. Nel pomeriggio una riunione a scuola con genitori e docenti per dare tutte le informazioni.

Quello della professoressa è il terzo caso in 4 mesi a Milano. Nei mesi scorsi erano morte due studentesse universitarie. Giorgio Cicconali, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ats l’agenzia della salute, esclude ogni allarmismo: «E’ un caso che rientra nelle statistiche. Ci aspettiamo un paio di episodi di questo tipo al mese». Più preoccupati ovviamente alla scuola di via Zoia. Alcuni studenti dell’istituto tecnico dopo la notizia della morte dell’insegnante hanno abbandonato le lezioni. La direttrice didattica Giovanna Viganò ha emanato una circolare per tagliar corto contro gli inutili allarmismi: «Non vi è alcun pericolo sanitario».  
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