Mancini azzurro o nerazzurro? "Se non mi mandano via resto all'Inter"

10 marzo 2016 ore 13:25, Andrea De Angelis
Di nome fa Roberto, di cognome Mancini. Sui campi di calcio ha incantato in Italia, mentre in panchina è riuscito a vincere in Inghilterra. Il punto è proprio questo: cosa manca "al Mancio" per vincere da allenatore anche nello Stivale?

Se lo chiedono in molti a Milano visto che al termine di un girone di andata che passerà agli annali solo per i tanti "1-0" collezionati dalla sua squadra (alla Pinetina starebbero lavorando per costruire una statua ad Handanovic), visto che il titolo di Campione d'inverno lo ha conquistato il Napoli (e all'ombra del Vesuvio sperano non sia l'unico) è seguito un 2016 a dir poco catastrofico. Nelle ultime dieci partite la squadra milanese ha raccolto 12 punti, frutto di tre vittorie, altrettanti pareggi e quattro sconfitte. Di questi la metà (6 punti) sono stati presi nelle ultime due partite disputate a San Siro contro Sampdoria e Palermo, nel mezzo il 2-0 contro la Juventus che tanto avrebbe fatto arrabbiare la dirigenza. Il punto è proprio questo: la società ha soddisfatto le richieste dell'allenatore in sede di mercato (e forse sarebbe meglio dire mercati, cioè sia estivo che invernale), ma Mancini sembra lontano anche dall'obiettivo minimo, ovvero il terzo posto. 
Cosa accadrebbe se dovesse concludere l'anno fuori dal podio? Un suo esonero è possibile. Ma qualcuno parla da tempo anche di dimissioni, del resto a perdere sarebbe anche e soprattutto un allenatore che a Milano era stato visto come colui che avrebbe finalmente, quasi dieci anni dopo, fatto dimenticare un certo Mourinho. A rinforzare tali ragionamenti l'ipotesi che il Roberto nazionale possa finire proprio sulla panchina azzurra al posto di Antonio Conte, sempre più lontano da Coverciano (ancor prima di iniziare l'Europeo, altra anomalia tutta italiana). 

"Se non mi mandano via resto anche il prossimo anno". Lo dice lui stesso a calciomercato.com. "Nel calcio però cambiano in fretta le cose. Ad inizio campionato sembrava dovessero esonerare Massimiliano Allegri, ora pare gli vogliamo fare un contratto di 20 anni", aggiunge il tecnico alla vigilia della delicata sfida contro il Bologna di Donadoni. Uno che, tanto per restare nel capoluogo lombardo, potrebbe arrivare a Milanello con buona pace di Mihajlovic. Mancini non disdegna una battuta sulla società in merito alla situazione finanziaria: "Diciamo che il mio lavoro non è controllare i conti, credo sia solo questione di tempo per tornare ad essere una grande squadra". Se con o senza di lui sarà proprio il tempo a dirlo.  




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