Dopo Roma e Parigi, anche a Milano al via la lotta ai mozziconi di sigarette

10 novembre 2015 ore 19:09, Andrea Barcariol
Dopo Roma e Parigi, anche a Milano al via la lotta ai mozziconi di sigarette
Dopo Roma e Parigi, anche Milano inizia la guerra ai mozziconi di sigarette. Partirà il 16 novembre una campagna di comunicazione per cercare di ridurre il numero di cicche gettate per terra in città. Si stima siano 1,25 milioni, su un totale di 5 milioni prodotti ogni giorno dai milanesi. L'iniziativa, realizzata da Amsa e Jti con il Patrocinio del Comune, vuole sensibilizzare i cittadini verso comportamenti virtuosi tra i fumatori e rendere la città più bella e pulita.

La campagna si chiamerà "Milano è così" e partirà con l'affissione di 310 manifesti nelle zone centrali della città e all'interno delle linee della metro. Parallelamente inizierà la distribuzione presso gli esercizi commerciali di 3.000 posaceneri (Cenerino) da esterno studiati per bar e ristoranti e interamente realizzato in materiali riciclati.
Dopo Roma e Parigi, anche a Milano al via la lotta ai mozziconi di sigarette

"A Milano abbiamo circa 25mila cestoni che consentono di spegnere e gettare il mozzicone di sigarette in maniera appropriata e sostenibile, ma non per tutti questo gesto risulta automatico - ha spiegato l'assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran -. Penso che, come accaduto con la campagna contro l'abbandono delle deiezioni canine, anche questa iniziativa avrà un esito positivo tra i milanesi, che si contraddistinguono per senso civico e sensibilità ambientale".

Un'iniziativa sulla scia di quanto accaduto lo scorso settembre a Roma, quando la sanzione per i coloro che buttano a terra i mozziconi di sigaretta è stata portata fino a 200 euro, anche se il problema rimane il numero (scarsissimo) di multe elevate a fronte di circa 11 milioni di cicche prodotte in un giorno (il 50% abbandonato in strada secondo un'indagine di Ecoitaliasolidale). Più miti le sanzioni in altre città d'Europa (a Parigi la multa è di 35 euro, a Rotterdam si arriva a 100) con la differenza che lì però vengono fatte veramente, anche perché le cicche sono estremamenti inquinanti.

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