Pazienti, cittadini, ricercatori alla camera ardente di Veronesi: domani l'addio laico

10 novembre 2016 ore 11:50, intelligo
di Stefano Ursi

Ricercatori, pazienti e cittadini. È una lunga fila quella che si staglia davanti alla camera ardente di Umberto Veronesi allestita in Sala Alessi, a Palazzo Marino a Milano. Ma il grosso si attende per le esequie di venerdi in cui si potrà dare l'ultimo saluto a Veronesi. Oggi giovedì 10 novembre, a partire dalle ore 11 fino alle ore 22:30, comunica il Comune di Milano in una nota pubblicata sul suo sito ufficiale, la Sala sarà aperta al pubblico per l’ultimo saluto. Riaprirà venerdì mattina dalle ore 8:30 fino alle ore 11, quando si terrà la commemorazione civile. "Umberto Veronesi è stato, da milanese vero, uno dei protagonisti della storia di Milano. Ha unito alle sue qualità di medico e di scienziato di fama mondiale una forte e decisa passione civica e politica – dice nella nota il sindaco di Milano Giuseppe Sala – Milano e l'Italia piangono la figura di un vero laico capace di costruire istituzioni che hanno alleviato il percorso della malattia di migliaia di persone. A tutti il compito di continuare la sua strada nel dialogo e nel rispetto delle idee di tutti". Così Lamberto Bertolé, presidente del Consiglio comunale: “Veronesi ha saputo generare speranza a partire dalla concretezza di un lavoro continuo di ricerca, con una visione laica e libera della medicina, inedita in Italia. Il suo impegno ha portato fiducia dove c'era solo disperazione, con un impatto concretissimo nella vita di tutte le donne e di tutti gli uomini del nostro Paese. Questa è la sua eredità, una strada che non dobbiamo smettere di percorrere".

Molti i messaggi di ricordo di Veronesi che giungono da ogni parte. Particolarmente commosso il ricordo che traspare dalle parole di AIRC e FIRC. Un ricordo che racconta l'uomo e il ricercatore con un “Grazie, Prof!”, con un video e con una nota pubblicata sul sito ufficiale dal titolo “Una vita per la ricerca”, che così ha il suo incipit: “AIRC piange la scomparsa di chi, nel 1965, quando la parola cancro era ancora un tabù impronunciabile, ebbe il coraggio, insieme a Giuseppe Della Porta, di immaginare la nascita della prima charity italiana sul modello di quelle americane per favorire la ricerca in questo settore.” Così Pier Giuseppe Torrani, Presidente AIRC e FIRC: “Umberto Veronesi faceva parte di una generazione di medici che hanno fatto la storia della medicina in Italia e che sono cresciuti all'interno dell'Istituto Tumori di Milano, il primo luogo di cura che ha approcciato la malattia oncologica con l'occhio della modernità. Tutti i malati oncologici, e AIRC in particolare, devono molto alla sua lungimiranza di medico e scienziato e alla sua instancabile tenacia nel perseguire l'obiettivo di terapie più umane, efficaci e accessibili a tutti".

Pazienti, cittadini, ricercatori alla camera ardente di Veronesi: domani l'addio laico
Photo: da video
A Veronesi – racconta la nota di AIRC – si deve la nascita della Giornata per la Ricerca sul Cancro nel 1998, una delle attività più qualificanti di AIRC, che ancora oggi ogni anno informa la cittadinanza sui risultati raggiunti per la cura del cancro e sull'importanza di sostenere il lavoro dei ricercatori. La nota prosegue poi nel raccontare quello che era il lato umano con cui Umberto Veronesi ha plasmato la sua attività come “l'impegno per umanizzare le cure oncologiche e per favorire la nascita di una cultura medica attenta ai bisogni del paziente” e “in particolare l'innovazione portata dall'introduzione della quadrantectomia e dell'analisi del linfonodo sentinella che ha radicalmente migliorato la qualità di vita delle donne operate per tumore al seno. Oggi questo approccio è diventato lo standard per la chirurgia di questa patologia in Italia e in tutto il mondo.” Chiudono la nota di ricordo di Veronesi le parole di Maria Ines Colnaghi, Direttore Scientifico di AIRC dal 2000 al 2015. "La nostra Associazione, nata per sostenere l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove entrambi iniziammo la nostra avventura, e che oggi finanzia l'80 per cento della ricerca oncologica nel nostro Paese, deve a lui non solo la propria nascita, ma anche lo spirito con cui negli anni ha proseguito e ampliato la propria attività. Uno spirito che tutti noi di AIRC abbiamo fatto nostro e che resterà la nostra guida per il futuro".

"La morte di Umberto Veronesi mi colpisce e addolora – scrive il Presidente della Repubblica Mattarella - Desidero esprimere ai familiari, agli amici, ai colleghi di lavoro e a quanti hanno collaborato con lui, il mio cordoglio e la mia vicinanza, sicuro di interpretare i sentimenti dell’intero Paese e di tanti che lo hanno conosciuto e stimato, che hanno apprezzato la sua alta professionalità e la sua grande umanità, che hanno beneficiato della ricerca e delle cure che lui e la sua squadra sono stati capaci di realizzare lungo tanti anni". "Umberto Veronesi – conclude il presidente della Repubblica – ha dato onore all'Italia e la Repubblica gli rende omaggio, nella convinzione che altri seguono e seguiranno il percorso da lui intrapreso per raggiungere nuovi risultati di progresso, anche grazie al suo lavoro e alle sue intuizioni". "Un grande uomo di scienza, che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita dell'oncologia non solo italiana: il professor Umberto Veronesi lascia un'immensa eredità", così Carmine Pinto, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).
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