Milano, finta infermiera rapisce neonata: bloccata sulle scale d'uscita

11 luglio 2017 ore 8:23, Eleonora Baldo

Il peggiore degli incubi di ogni genitore si è verificato ieri alla Clinica Mangiagalli di Milano, quando una donna, ha tentato di rapire una neonata in procinto di dimissione insieme alla madre.

Fortunatamente a parte la tanta paura generata, l’episodio si è concluso positivamente e la piccola è stata assicurata quasi subito al protettivo abbraccio materno. Secondo le prime ricostruzioni, la rapitrice, una donna di origine ecuadoregna, si sarebbe introdotta, in circostanze ancora da chiarire all’interno dell’ospedale e avrebbe tentato con l’inganno – pare infatti indossasse il camice bianco, circostanza però subito smentita dalla Clinica – di farsi affidare la piccola, una neonata di soli dieci giorni di vita, dalla madre, in attesa di essere dimessa insieme alla figlia dal nosocomio meneghino. “Dobbiamo farle delle visite” avrebbe detto la donna, travestita da infermiera, sposata e residente a Mediglia, nell’hinterland milanese, alla puerpera, una giovane moldava che, probabilmente ispirata dall’intuito materno, avrebbe intuito sin da subito l’inganno gridando e mettendo in allarme il personale e tutte le persone presenti in quel momento nel reparto, particolarmente gremito in quell’ora – erano circa le 15.00 – per l’orario di visita.

Milano, finta infermiera rapisce neonata: bloccata sulle scale d'uscita

Pochi minuti dopo, grazie all’allarme lanciato dalla madre, la donna sarebbe la stata bloccata sulle scale e la bambina riconsegnata alla madre. All’insegna dell’indignazione le prime reazioni del padre della neonata che ha puntato l’indice contro i fallaci sistemi di controllo degli accessi ai reparti: “Vi rendete conto che quella donna ce l’aveva quasi fatta? – ha tuonato l’uomo, un giovane di origine marocchina, comprensibilmente sconvolto per la vicenda – L’hanno presa sulle scale, stava per uscire con la mia bambina! Qui c’è troppa confusione, troppa gente!”. Immediata la replica del Direttore della Clinica, Basilio Tiso: “Da quello che posso ricordare io, negli ultimi 15-20 anni non era mai successa una cosa del genere la donna ha approfittato del momento di maggior affluenza, l’orario delle visite. In Mangiagalli abbiamo un piano dedicato ai neonati patologici e uno dedicato a quelli fisiologici dove ci sono circa 90 bambini. Qui durante l’orario di visite c’è davvero tantissima gente, un via vai di parenti e amici delle neo-mamme  ricoverate in attesa di essere dimesse dopo il parto, solitamente nel giro di 3-4 giorni”.

Toccherà ora agli inquirenti indagare sulle cause all’origine del gesto della donna, madre di un bambino di 7 anni ed ex paziente della Clinica, dove, secondo le dichiarazioni che laa donna avrebbe rilasciato ad una ostetrica poco prima di commettere il folle atto, sarebbe stata ricoverata di recente per un aborto. In attesa che venga fatta chiarezza sulla precisa dinamica dei fatti, le autorità avrebbero optato per l’incarcerazione nella struttura milanese di San Vittore, riconoscendo in capo alla donna i reati di sequestro di persona e sottrazione di incapace.

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