Depressione, la lotta al male oscuro in 10 regole: più poteri ai medici

11 novembre 2016 ore 16:17, Americo Mascarucci
L'hanno ribattezzata la malattia del secolo, il male oscuro, il mostro.
Si tratta della depressione che continua a colpire tantissime persone.
Un male insidioso, nascosto che non sempre si riesce ad intercettare e comprendere e che spesso fa perdere al depresso la speranza e la voglia di vivere.
Una malattia che il soggetto che ne è affetto cerca di nascondere per la vergogna, per il timore di essere giudicato, allontanato da determinati contesti, isolato, emarginato.
Tenersi tutto dentro però rende sempre più agevole il lavoro della depressione che invece può essere combattuta proprio con l'affetto e l'aiuto di familiari, parenti, amici ecc.
La depressione è stata indicata come una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale. 
Depressione, la lotta al male oscuro in 10 regole: più poteri ai medici
La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. 
Non esiste attualmente un test di laboratorio per la sua diagnosi. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Tuttavia battere la depressione si può seguendo dieci regole.
Sono state presentate nel corso del convegno "Le Depressioni" in corso oggi e domani a Milano.
1 - Accorciare i tempi di diagnosi. Il tempo medio per arrivare alla diagnosi è oggi ancora molto elevato. Le casistiche più recenti attestano un periodo medio di due anni che intercorre dall'insorgenza dei primi sintomi fino alla malattia conclamata e dunque l'inizio delle terapie.
2 - Migliorare la formazione medica coinvolgendo nel riconoscimento e nella diagnosi della patologia anche medici di medicina generale, pediatri, ginecologi, geriatri, diabetologi, cardiologi, pneumologi ed ogni altra specialità medica.
3 - Informare e informarsi avviando campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale per rendere sempre più riconoscibili i segni della malattia.
4 - Individuare preventivamente il rischio di stigma identificando contesti e situazioni in cui potrebbe esistere una difficoltà a parlare del proprio problema. 
5 - Curarsi adeguatamente seguendo le terapie secondo le modalità indicate dapprima dal medico di medicina generale e/o, laddove necessario, dal medico specialista.
6 - Non interrompere mai le cure specie nelle malattie o nei disturbi mentali in cui la ricaduta e la riacutizzazione delle manifestazioni o la riesposizione a fattori di rischio, sono spesso frequenti.
7 - Seguire uno stile di vita sano evitando cibi con componenti eccitanti, azzerando il consumo di alcool e droghe che hanno importanti effetti sul sistema nervoso centrale e sulle funzioni mentali, praticando una salutare attività fisica, almeno 40-60 minuti di sano movimento per 3-4 volte a settimana.
8 - Prestare attenzione ai campanelli d'allarme come un calo della concentrazione, attenzione e memoria di lavoro e ad altri segnali spesso trascurati come il procrastinare una decisione.
9 - Non trascurare la quantità e soprattutto la qualita' del sonno. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato una stretta relazione fra depressione, scarsità di sonno e attivazione di fenomeni infiammatori che sono alla base della comparsa di differenti patologie tra cui diabete, ipertensione e la stessa depressione.
10 - Confidarsi e parlarne, informare le persone care. OE' fondamentale nel percorso di recupero da uno stato depressivo avere accanto un ambiente famigliare accogliente, comprensivo, poco giudicante che non stimoli sentimenti di vergogna, ma che sostenga in tutte le fasi della malattia. 


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