L'addio a Veronesi fra le note di Beethoven e l'omelia laica della Bonino

11 novembre 2016 ore 16:44, Americo Mascarucci
Si è conclusa la cerimonia laica per l'ultimo saluto a Umberto Veronesi. 
Centinaia di persone hanno voluto dirgli addio salutando il feretro dell'oncologo che ha lasciato Palazzo Marino tra gli applausi, e seguendo la cerimonia dai maxischermi collocati nel cortile del palazzo.
La cerimonia era iniziata sulle note dei brani Il chiaro di luna di Beethoven e Tu che di gel sei cinta dalla Turandot, eseguiti dal figlio dell'oncologo, Alberto, musicista e direttore d'orchestra. 
Attorno al feretro, i figli, i nipoti e la moglie dello scienziato, Sultana Razon
Commosso il sindaco di Milano Giuseppe Sala: 
"Umberto Veronesi è stato il mio medico, ma mi ha anche regalato un insegnamento - ha detto il primo cittadino - mi ha detto più o meno questo: la malattia farà parte della tua vita, non sbagliare a considerarla altro a te, ma vivi e pensa ogni momento che siete la stessa cosa e che ci si cura sempre. Grazie Umberto per tutte le volte che hai compreso il nostro dolore".
Presenti anche la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ed Emma Bonino. 
"Le tue battaglie le porteremo avanti e credimi, anche tardi ma le vinceremo - ha detto la Bonino - oggi molti di noi non sono qui perché sono impegnati a Roma a portare a termine l'impegno per la legalizzazione della marijuana. Ma tu ci lasci tanto, anche l'efficacia del metodo scientifico per promuovere la pace e io dico anche la democrazia. Un metodo che non è diceria o qualche mozione di troppo, ma prova e riprova"
"In Italia ci sono ormai molti medici e professori che hanno imparato il tuo metodo, che non guardano più solo l'organo malato ma la persona, con i suoi sogni, le sue debolezze e suoi punti di forza - ha aggiunto ancora la leader radicaleQuesto metodo, che si sta espandendo, è la tua eredità. Tu hai già vinto" ha detto l'ex ministro, che è stata anche paziente di Veronesi.
"La medicina e la scienza in questo Paese stanno cambiando troppo lentamente per i tuoi e per i miei gusti. Però stanno cambiando" ha concluso la Bonino..

L'addio a Veronesi fra le note di Beethoven e l'omelia laica della Bonino
Commovente il saluto dl figlio Paolo:
"Ciao papà - ha esordito - E' la prima volta che ti scrivo una lettera. Siamo rimasti orfani, non solo noi ma una generazione di medici e ricercatori che vedeva in te un esempio. Oggi voglio ricordare gli anni più belli, quelli che abbiamo vissuto da bambini, quando tornavi a casa con un vassoio carico di pasticcini e noi facevamo a gara a chi ne mangiava di più. Ricordo i viaggi in moto a velocità folle, e io dietro di te ovviamente senza casco intorno al lago Maggiore che tanto amavi. Mi stringevo a te, certo della tua infallibilità di padre, come tutti i bambini. Mi sembrava impossibile che sarebbe arrivato questo giorno, ma tu dicevi sempre: siamo di passaggio, dobbiamo lasciare il posto ad altri. Le ultime parole che ti ho sentito dire pochissimi giorni fa, mentre guardavi la mamma china su di te e le facevi una carezza sul viso, sono state: 'Come sei bella, Susy'. Mi sono commosso. E' proprio grazie alla mamma che la nostra famiglia è ancora così unita. Voglio assicurarti, anche a nome dei miei fratelli, che non resterà mai sola".
Ma a piangere sono stai soprattutto i pazienti del professore presenti in gran numero a dirgli grazie: grazie per avergli salvato la vita ma soprattutto per aver dimostrato che dal cancro si può guarire tornando ad una vita normale.
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