“Processo” in rete per i consiglieri grillini: poca trasparenza

12 giugno 2013 ore 11:32, intelligo
“Processo” in rete per i consiglieri grillini: poca trasparenza
Mentre in Parlamento il M5S nazionale sembra perire sotto i colpi delle scissioni interne, il redde rationem grillino potrebbe partire proprio dal popolo della rete.
«Come mai non ci sono i cognomi sui curricula?», chiedono gli attivisti ai 5 Stelle lombardi. E «dove sono gli indirizzi istituzionali e il telefono per rivolgersi a loro? Dovrebbero essere già operativi e contattabili o sbaglio?». Questo è ciò che succede da qualche giorno a questa parte sul sito del MoVimento 5 Stelle della Lombardia: il popolo sta processando i cittadini-eletti al Pirellone rei di aver pubblicato un bando per trovare il personale da inserire nello staff del gruppo. La ricerca, come da tradizione pentastellare, ha sollevato una bufera di polemiche. Sia perché alcuni dei “prescelti” arrivano dritti dritti da altri partiti politici (Sel e Idv in primis), e sia perché le competenze dei selezionati pare siano troppo generiche, i criteri di merito sono poco chiari né trasparenti. E la scelta di non pubblicare i cognomi dei collaboratori assunti? Proteste a iosa: «Scusate ma io ho mandato il cv e non ho nemmeno ricevuto una conferma di recapito avvenuto», dice Riccardo. Dov'è la trasparenza tanto a lungo sbandierata? «A questo punto posso solo immaginare i criteri meritocratici» continua Mattia; «Due volte pessimi» conclude Stefano. Milena Gabanelli docet.
autore / intelligo
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