Investì e uccise vigile, poi la fuga: Nikolic è libero dopo 5 anni

12 luglio 2017 ore 15:40, Micaela Del Monte
Investì e uccise con un suv l’agente di polizia locale Niccolò Savarino e ora, dopo cinque anni di carcere, il Tribunale per i minorenni di Milano ha concesso l'affidamento in prova ai servizi sociali a Remi Nikolic (all'epoca 18enne). Il Tribunale ha infatti accolto la richiesta del legale del giovane nomade, David Russo

Investì e uccise vigile, poi la fuga: Nikolic è libero dopo 5 anni
LA DINAMICA -
Il ragazzo, oggi 23enne, investì Savarino mentre il vigile stava effettuando un normale servizio di controllo in un parcheggio. Venne arrestato tre giorni dopo in Ungheria, dove era scappato e si faceva chiamare Goico Jovanovic. Estradato, rimase poco più di due mesi nel carcere di San Vittore, fino a che, a seguito di una perizia e grazie ad un certificato di nascita rintracciato a Parigi dalla difesa, si scoprirono età e reale identità. 

LA CONDANNA - Su Nikolic pende una condanna definitiva per omicidio volontario a 9 anni e 8 mesi, ma l'affidamento ai servizi sociali è stato ritenuto dai giudici "utile per favorire il processo di integrazione sociale del condannato e, nel contempo, impedire la commissione di altri reati". I giudici ritengono che in questi anni all'interno del carcere Beccaria Nikolic avrebbe mostrato di "volersi distanziare dallo stile di vita del contesto familiare che in passato aveva fatto proprio e di voler effettuare in modo non strumentale scelte tali da esprimere la sua volontà di cambiamento". 

"UNA VERGOGNA" - "Lo dico con molta franchezza, è una vergogna che l’omicida dell’agente Savarino possa riprendere una vita fuori dal carcere dopo solo 5 anni - scrive in una nota l'assessore comunale alla Sicurezza Carmela Rozza -. Si è trattato di un crimine estremamente feroce, di una violenza inaudita, con una fuga all’estero per sfuggire alla giustizia e alle responsabilità, fermata solo dalla prontezza e dal lavoro di indagine della Polizia Locale. Quanto meno mi sarei aspettata che l’omicida, che non ha avuto nessun rispetto per la vita umana, scontasse la pena, già poco severa, nella sua totalità". 



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