Mardegan: «Città insicura, il sindaco sia concreto»

12 marzo 2013 ore 12:48, Federico Canzi
Mardegan: «Città insicura, il sindaco sia concreto»
«Lavorare sui contenuti e sulle idee, proponendo iniziative e cambiamenti reali». Così Nicolò Mardegan, consigliere della Provincia di Milano (Fratelli d'Italia)  risponde alle domande di Intelligonews. Nel recente voto lombardo ha sfiorato per una manciata di voti l’elezione a consigliere regionale. Soddisfatto? «Sono soddisfatto perché, in un momento di grande sfiducia nella politica, in cui le preferenze sono crollate, tante persone hanno voluto votarmi: con 1863 preferenze sono andato molto vicino all’ex vicesindaco di Milano e parlamentare da oltre venti anni come De Corato. Ora però bisogna pensare a costruire, a lavorare sul campo, continuando a metterci passione e impegno». Fratelli d’Italia può avere un ruolo decisivo nel centrodestra che verrà? «Sono stanco di parlare di sigle e di partiti, di alleanze o di inciuci. I risultati delle elezioni nazionali hanno espresso chiaramente cosa ne pensa la gente di tutto questo. Dobbiamo lavorare sui contenuti e sulle idee, proponendo iniziative e cambiamenti concreti». Quali? «Faccio una premessa: davvero non vorrei parlare di agenda, perché non abbiamo la presunzione di poter risolvere i problemi dell’Italia con un documento di qualche pagina, scritto da sedicenti esperti. Il centrodestra che desidero è un movimento umile, con il coraggio di stare davvero tra le persone, per capire e imparare, senza inutili pretese di superiorità». Partendo da dove? «In questo senso i nostri principi cardine sono molto semplici: più società e meno stato; sostegno alla famiglia e tutela della vita, stabilità economica basata sulla crescita, non sull’incremento delle tasse; incentivare il lavoro, il merito, la competizione e i giovani; il valore infinito di ciascuna persona e della sua libertà». Errori da non ripetere più? «Dobbiamo ammettere che non siamo riusciti a compiere quella rivoluzione liberale che Berlusconi aveva promesso, soprattutto perché non si è avuto il coraggio di dare una vera svolta alla partecipazione all’interno del centrodestra». E poi? «Occorre dire basta con le solite persone agli stessi posti da anni prima che io nascessi. Ripartiamo da un modo aperto e inclusivo di fare politica, incontriamo le persone». I cosiddetti temi etici sono sempre fondamentali? «Non sono i temi etici ad essere fondamentali: sono le persone ad esserlo. Le questioni etiche vanno quindi affrontate con intelligenza e rispetto, senza la presunzione statalista, tipica di tanta sinistra italiana, che una legge dello Stato calata dall’alto sia l’unico strumento possibile per dirimere questioni così personali e complesse. Certamente occorre sempre difendere e promuovere i valori non negoziabili». Come vede l’attuale situazione politica nazionale? La situazione è sotto gli occhi di tutti: grande sfiducia, spaccatura politica, Grillo al 25%, difficile governabilità, il tutto in un contesto economico e internazionale non facile. Io credo che la politica debba fare un bagno di umiltà e riconoscere che questa situazione non è colpa degli elettori che non capiscono, come qualche guru della sinistra continua a ripetere, ma è colpa dei partiti che non sono stati capaci di cambiare come gli italiani ci chiedono. Cosa bolle in pentola a Milano? «Ci sarà l’Expo tra pochi anni e molto lavoro da fare. C’è una crisi economica senza precedenti e pure l’ambasciata americana ci ha appena criticato perché la città non è sufficientemente sicura. Con una natalità già in calo, vengono messe assurde gabelle agli asili nido. Il tutto mentre il sindaco va a caccia di “farfalle”, occupandosi di questioni, tipo i registri per le coppie di fatto, che alla fine non interessano davvero la vita dei cittadini». Quindi? «Stiamo lavorando molto sul territorio per costruire insieme nuove possibilità di crescita e sviluppo. Su questo aspettatevi importanti novità nelle prossime settimane».
caricamento in corso...
caricamento in corso...