No Expo, dieci arresti. Chi sono quelli del “blocco nero” (IL VIDEO)

12 novembre 2015 ore 15:31, intelligo
No Expo, dieci arresti. Chi sono quelli del “blocco nero” (IL VIDEO)
Sono cinque italiani e cinque greci. Devastazione, saccheggio, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e travisamento, è la sfilza di accuse che ha portati in carcere otto persone: due, un italiano e un greco sono ricercati. I fatti sono quelli di Milano, 1 maggio, inaugurazione di Expo 2015. E’ il procuratore aggiunto della procura meneghina, Maurizio Romanelli, a dare i dettagli nella conferenza stampa di oggi in Questura. Gli italiani sono tutti milanesi e gli anni di età vanno dai 25 ai 30. Più giovani, invece, i greci arrivati per contestare Expo da Atene, tutti tra i 19 e i 24 anni. Gli arresti sono scattati al termine di una meticolosa attività di indagine dove un ruolo centrale lo hanno svolto le foto, le immagini, i video della follia devastatrice delle frange più estreme dei No Expo, registrate dagli uomini della Polizia scientifica proprio durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. 

Indagini che hanno permesso di ricostruire i connotati del famigerato “blocco nero”, protagonista del momento più pericoloso del fronte anti-forze dell’ordine: era composto da trecento antagonisti per la maggiorparte, secondo la ricostruzione degli investigatori, anarchici e squatter.  I cinque milanesi per i quali sono scattate le misure giudiziarie sono “vecchie” conoscenze della Digos meneghina: tutti appartenenti all’area Anarco-Squatter-Antagonista. A loro si aggiungono i greci arrestati ma anche altre cinque persone finite sul registro degli indagati con le stesse accuse: tre milanesi, un greco e un giovane residente in provincia di Como. Gli inquirenti ritengono che i giovani si sarebbero “compattati in modo da formare un unico blocco nero” e avrebbero compiuto oltre centro raid devastando vetrine di negozi e arredi urbani, con l’ausilio di “almeno trecento soggetti”. E’ quanto scrivono il pm Piero Basilone nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Donatella Banci Buonamici. Dei dieci arrestati, quattro milanesi e quattro greci sono già in carcere mentre è scattata la caccia all’uomo nei confronti di un milanese e un greco, attualmente considerati latitanti. 
Nell’ordinanza emessa dal gip viene tracciato un profilo dei giovani arrestati descritti come “soggetti che fanno delle forme di protesta violenta il loro vivere quotidiano”. E le occasioni di protesta sociale per loro rappresenterebbero “un pretesto per le frange più violente per creare disordini, danneggiamenti e devastazioni”. Quel 1 maggio, a Milano, hanno causato “un autentico terrore nel centro cittadino protrattosi per circa tre ore ricorrendo sistematicamente ad atti di vandalismo”. Nel mirino dei blitz ci sarebbero stati numerosi obiettivi sensibili, tra i quali, ci sarebbe stato anche Palazzo delle Stelline, mentre gli attacchi più violenti sono stati sferrati dal “blocco nero” a largo D’Ancona.  

Fondamentali, dicevamo, l’ausilio dei materiali foto e video registrati dagli uomini della Polizia scientifica: esaminati dagli investigatori qualcosa come oltre 600 giga di immagini, come ha spiegato Fabio Ciccimarra, responsabile della Digos milanese. Dall’abbigliamento ai comportamenti, ai movimenti: così gli investigatori sono potuti risalire all’identificazione dei responsabili degli scontri.



LuBi

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