Fondi solo per Expo? Aiuti per il Giubileo con doccia fredda su Marino

13 maggio 2015, Americo Mascarucci
Fondi solo per Expo? Aiuti per il Giubileo con doccia fredda su Marino
Chissà cosa penserà davvero il sindaco di Roma Ignazio Marino della decisione di papa Francesco di indire l’anno santo straordinario nel 2016? 

Al di là delle frasi di circostanza, certamente non può far piacere al primo cittadino di Roma pensare che dovrà mettere mano al portafoglio e al più presto per far partire i cantieri delle opere; opere che dovranno essere pronte entro novembre. 

Marino infatti ha bussato alle porte del Governo chiedendo di poter ricevere almeno i finanziamenti necessari a far partire subito i cantieri per il rifacimento delle strade, l’ampliamento dei parcheggi ecc. Una somma che fatti due conti si aggirerebbe nell’ordine dei 300 milioni di euro. 

La risposta del Governo pare sia stata una doccia fredda, anzi gelata, per il sindaco di Roma. Al momento, pare gli abbiano risposto dalle parti di Palazzo Chigi, il Governo è impegnato su più fronti, quindi non può intervenire sulle opere del Giubileo. 

Morale della favola, bisogna aspettare. 

Ma come può Roma restare immobile visto che l’inizio del Giubileo straordinario è fissato al prossimo otto dicembre?

Al Campidoglio quindi non resta che fare da solo, ossia trovare le risorse necessarie per far partire i lavori. Nel 2000 grazie al Giubileo, Roma si è rifatta il volto, con la realizzazione di opere pubbliche che hanno letteralmente rivoluzionato il traffico cittadino; ma l’allora sindaco di Roma Rutelli ebbe la fortuna di poter iniziare a lavorare sull’anno santo con largo anticipo visto che comunque si trattava di un evento ordinario e non straordinario come questo. 

Di tempo per programmare, progettare e realizzare ce ne fu anche troppo e ci fu ovviamente uno sforzo da parte di tutte le istituzioni locali e nazionali. Anzi, nacque addirittura un osservatorio laico sul Giubileo presieduto dall’ex deputato radicale Giovanni Negri, perché si diceva che lo Stato non poteva buttare via i soldi per un evento di carattere religioso per compiacere Santa Romana Chiesa. 

Lo scrittore Alberto Ronchey pubblicò anche un libro denuncia con il quale accusava apertamente Governo, Regione Lazio e Comune di Roma di aver violato la Costituzione e il principio della laicità dello Stato andando di fatto a sostituirsi al Vaticano nell’organizzazione dell’evento. 

Poco importa se poi le opere realizzate per fare un favore al Papa sono ancora oggi utilizzate dai romani e hanno rivoluzionato come detto la viabilità intorno a San Pietro. Stavolta però le polemiche rischiano di colpire Marino per il poco tempo a disposizione e soprattutto per la carenza di risorse disponibili. 

Ma può permettersi la Capitale di farsi trovare impreparata di fronte a flotte di pellegrini che per tutto il 2016 giungeranno a Roma? 

Certo che no ed appare sconcertante il fatto che il Governo possa lasciare soltanto al Campidoglio l’onere di provvedere all’avvio dei cantieri per i necessari lavori di ristrutturazione di strade e infrastrutture. Insomma il Comune di Roma non può essere lasciato solo a fronteggiare l’organizzazione dell’anno santo perché, se è vero che il Giubileo è un evento di carattere religioso che riguarda la Chiesa, è altrettanto vero che sarà Roma a beneficiarne in prima persona. Sarà la città con le sue attività commerciali e le strutture ricettive a subire l’impatto maggiore causato dall’arrivo di migliaia e migliaia di pellegrini da ogni parte del mondo. Un’occasione di rinascita oltre che spirituale per chi crede, anche e soprattutto turistica ed economica. Sbagliato mischiare il sacro al profano ma l’ipocrisia in questi casi non serve proprio. 

Ecco perché il Governo è chiamato a fare la sua parte e ad aiutare il Comune di Roma, la Regione e le altre istituzioni impegnate nell’organizzazione dell’evento investendo risorse e garantendo le necessarie coperture economiche per la partenza dei cantieri. 

Ci sono altre esigenze? Certamente sì, ma un Giubileo non è una cosa da niente e oltre alla realizzazione delleopere c’è da predisporre l’ordine e la sicurezza visto che il contesto internazionale non promette nulla di buono. E allora se davvero Renzi vuole essere il presidente del fare, dimostri anche di essere pronto per questa nuova sfida, come ha dimostrato di esserlo per l’organizzazione dell’Expò. 

Per Roma il Giubileo è sicuramente una straordinaria ricchezza, ma non ci si può permettere di lasciare la Capitale in ginocchio a causa di cantieri non completati. 

I romani in una sola parola non possono essere abbandonati al proprio destino. 
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