Gender e scuola, Scalfarotto e Manif su "indagine" Curia: schedatura o bene che fermenta?

13 novembre 2014 ore 16:25, Marta Moriconi
Gender e scuola, Scalfarotto e Manif su 'indagine' Curia: schedatura o bene che fermenta?
"L'iniziativa di don Gian Battista Rota - per il sottosegretario alle Riforme del Governo Renzi, Ivan Scalfarotto - con tutta probabilità è frutto di un eccesso di zelo non adeguatamente ponderato".
Si parla di una sorta di indagine che la diocesi di Milano avrebbe affidato agli insegnanti di religione su come le scuole locali trattano il tema della omosessualità. Ma quella che "ha già tutte le apparenze della schedatura" come attacca il sottosegretario, una volta pubblicato il testo appare più come una richiesta di percezione di un fenomeno: "Cari colleghi, come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un'idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale". E poi si dice: "Per valutare in modo più preciso la situazione e l'effettiva diffusione dell'ideologia del 'gender', vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte - continua la mail - Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana. Grazie per la collaborazione". Intanto monta la polemica: "Penso che con un eufemismo si possa definire inopportuna la lettera inviata dalla Curia di Milano agli insegnanti di religione perché segnalassero le scuole dove si svolgono o vengono anche solo proposte iniziative sull'omosessualità e il gender": incalza Ivan Scalfarotto. Ma per la Manif Pour Tour Italia - che critica i movimenti gay che evidentemente hanno "sempre ritenuto importante non pubblicizzare alle famiglie la propria attività nelle scuole per non rischiare che i figli fossero esentati dal parteciparvi" - quanto è successo è un "bene" perché significa "che nella società fermenta un moto di critica e protesta contro quest’opera di vero e proprio indottrinamento ideologico, che riceve centinaia di migliaia di euro in finanziamenti pubblici per questioni di mero tornaconto elettorale". E definisce  il tutto "utile e opportuno", proprio il contrario di quello che pensa il sottosegretario dem. Ma se non c'è niente da nascondere, perché non fare tutto alla luce del sole? Sarebbe meglio per tutti. Comunque a dare un taglio alle polemiche in serata sarebbero arrivate le parole della stessa Diocesi: "La comunicazione mandata sabato 8 novembre agli insegnanti di religione della Diocesi di Milano (...) è formulata in modo inappropriato e di questo chiediamo scusa".
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