Corona deve restare in carcere. Così inizia lo sciopero della fame

13 settembre 2017 ore 15:41, Luca Lippi
Corona ha cominciato uno sciopero della fame dopo che gli è stato negato il servizio di affidamento in prova. La questione è piuttosto delicata e non è scevra da ripercussioni anche in relazione a contraddizioni giuridiche nell’interpretazione dell’affidamento. Contraddizione non nel caso specifico di Corona, ma in altri casi dove l’affidamento in prova è stato nel tempo concesso a persone magari meno raccomandabili di Corona per i loro trascorsi. Tuttavia, la questione sarà al vaglio dei difensori e del giudice di sorveglianza, non senza strascichi polemici.
Corona deve restare in carcere. Così inizia lo sciopero della fame
IL FATTO
Lo scorso 12 giugno, l'ex 'fotografo dei vip' è stato condannato a un anno di reclusione per un illecito tributario, contro i 5 anni richiesti dalla Dda. Nella sostanza, il Tribunale nelle motivazioni ha scritto “non si ritiene di dover dichiarare Fabrizio Corona delinquente professionale. la natura prettamente fiscale e le concrete modalità del reato per il quale l'imputato è stato giudicato colpevole non consentono infatti di ritenere, alla luce della ricostruzione complessiva dei fatti e della lontananza nel tempo delle condotte che hanno dato origine alle precedenti condanne, che egli viva abitualmente del provento dei reati". Questo è quanto è stato scritto dai giudici del Tribunale di Milano Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobili nelle motivazioni della sentenza.
In sostanza, I 2,6 milioni di euro contestati, non erano, per i giudici, ricavi 'in nero' di Fabrizio Corona ed è stata dichiarata inconsistente l'ipotesi "che certamente aleggiava nel corso delle indagini preliminari" della Dda, secondo cui "le somme sequestrate potessero avere un'origine diversa dall'attività imprenditoriale di Corona e fossero invece, sempre in ipotesi, state in qualche forma a lui affidate da terzi in custodia o a fini di reimpiego". Come aveva ricostruito la stessa difesa, Corona ha incassato in nero tra il 2008 e il 2012 i circa 1,78 milioni trovati nel controsoffitto. In quel periodo con "l'affiancamento della figura di Belen Rodriguez" ha "certamente moltiplicato" i "guadagni di quel triennio".
Il fatto che non sia stato giudicato "delinquente professionale ai sensi dell'articolo 105 del codice penale" avrebbe potuto tranquillamente agevolare Corona nella richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali.

NEGATO L’AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI
E invece, il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha dichiarato Fabrizio Corona non meritevole del beneficio di affidamento ai servizi sociali e quiondi deve rimanere in carcere. Bocciata la richiesta avanzata nelle scorse settimane dalla difesa dell'ex 're dei paparazzi'.
Il giudice, da quanto si è saputo, ha fatto riferimento nel suo provvedimento alla condanna di tre mesi fa per un reato fiscale e ai suoi comportamenti non consoni durante l'affidamento in prova che fece, prima di essere arrestato lo scorso ottobre. Con l'arresto per la vicenda dei 2,6 milioni di euro sequestrati la Sorveglianza revocò l'affidamento. Tra i comportamenti non consoni le famose foto 'hot' con la fidanzata Silvia Provvedi del maggio 2016.
 Ci sono "concreti elementi" che testimoniano la "attuale pericolosità sociale" di Fabrizio Corona che, quando era in affidamento in prova sul territorio, ha commesso "plurime violazioni delle prescrizioni", come quando nel gennaio del 2016 è stato controllato in auto dalla polizia stradale di Trani mentre era "in compagnia di pregiudicati", ha scritto il giudice Beatrice Crosti.

SCIOPERO DELLA FAME
Corona ha deciso di fare lo sciopero della fame per protestare contro la decisione. Ivano Chiesa, difensore di Corona insieme all’avv. Calcaterra ha dichiarato: “Ha fatto di tutto: è stato buono, è stato zitto, abbiamo fatto il processo subendo di tutto, abbiamo fatto l`istanza, si è fatto il mese d`agosto in carcere con 50 gradi e ha non ha mai detto niente….ora dicono no alla scarcerazione...è veramente tutto molto difficile da accettare".  

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autore / Luca Lippi
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