Il legame tra Milano e Giovanni Paolo II. L'intervista

14 aprile 2014 ore 11:20, Vanessa Dal Cero

Il legame tra Milano e Giovanni Paolo II. L'intervista
Il 27 aprile si avvicina e anche a Milano si scaldano i motori per la canonizzazione di Giovanni Paolo II.

Questa sera, al teatro FAES, si ricorderà il prossimo Papa Santo in occasione della presentazione del libro "Accanto a Giovanni Paolo II" (edizioni ARES), alla presenza dell'autore Wlodzimierz Redzioch, di Monsignor Luigi Negri, del vaticanista Aldo Maria Valli e del direttore di Avvenire Marco Tarquinio.

Ma c'è un legame speciale tra Milano e Giovanni Paolo II? Ne parliamo con Francesco Migliarese, presidente dell'associazione "Milano per Giovanni Paolo II", promotrice della serata insieme al FAES e alle Edizioni ARES.

Milano prima di tutto ha bisogno di una figura come Giovanni Paolo II, di riscoprire un nuovo slancio non solo strettamente religioso, partendo da un esempio umano così realizzato e così grande capace di trasmettere energia e forza in una realtà complessa come Milano. Poi certo c'è anche un legame storico tra la città e Giovanni Paolo II: nel 1983, con una battuta simpatica, disse che si chiamava Karol come San Carlo Borromeo, sono memorabili poi gli incontri che fece negli anni '70, quando era ancora Cardinale, all’Università Cattolica».

Tra pochi giorni sarà proclamato Santo…

«Sì, e l’obiettivo delle nostre iniziative è far in modo che la grande Milano alimenti l'esempio di questo grande Santo. Come diceva tra l'altro Benedetto XVI, la Lombardia dovrebbe essere il cuore dell'Europa cristiana. Giovanni Paolo II ha avuto un grande impatto non soltanto sulla Chiesa, ma sulla storia del suo tempo e ci ha lasciato veramente in eredità un magistero ricchissimo. È una grande opportunità mettersi alla sua scuola, anche dal punto di vista non semplicemente religioso, in senso molto ampio; perché la lettura che si può fare di questi nostri tempi è che proponiamo sempre mille soluzioni dal punto di vista tecnico, politico etc...  ma, di fondo, ci manca la linfa vitale. Giovanni Paolo II è davvero un esempio di umanità riuscita».

Un modello di uomo per tutti?

«È stato, come sappiamo, un uomo poliedrico quindi c'è veramente la possibilità di conoscerlo e scoprirsi in lui sotto vari aspetti, perché è stato lavoratore in fabbrica, poi giovane prete, uomo di teatro, di cultura, poeta, filosofo, teologo … e per non sbagliare è diventato anche Papa! È una ricchezza incredibile tutta da scoprire».

Per i giovani cosa può significare oggi Giovanni Paolo II?

«Proprio ieri (ndr domenica) Papa Francesco ha annunciato in Piazza San Pietro, in modo informale, che Giovanni Paolo II sarà il Santo Patrono delle Giornate Mondiali della Gioventù. I suoi messaggi ai giovani sono sempre stati all'insegna del non avere paura e sono ancora attualissimi: la gioventù, anche milanese, rischia di vivere un momento di disorientamento con la crisi economica e le incertezze sul futuro, invece questo grande Padre ci apre alla sfida di guardare in alto e giocarci la vita, senza avere paura. Messaggio potenzialmente dirompente se lo si prende sul serio, messaggio tra l'altro del Vangelo di cui Giovanni Paolo II era un testimone incarnato».

E il giorno della canonizzazione?

«Con un drappello di coraggiosi vorrei entrare nel colonnato di Piazza San Pietro … comunque l'obbiettivo è di portare il “grazie” della città di Milano, insieme alla gratitudine  di tutto il mondo».

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