Natale delle startup e idee-regalo del governo: quartieri digitali "cuore dell'innovazione"

14 dicembre 2015 ore 17:18, Americo Mascarucci
Natale delle startup e idee-regalo del governo: quartieri digitali 'cuore dell'innovazione'
Paolo Barberis, consigliere per l'Innovazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto a "StartupItalia! Open Summit 2015", evento aperto a tutte le startup italiane, organizzato dal direttore di StartupItalia! e Digital Champion italiano Riccardo Luna al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Un’occasione ghiotta nell’ambito della quale Barberis ha avuto l’occasione di illustrare le principali novità nel settore tecnologico che il Governo intende promuovere.  
La creazione di quartieri digitali che diventino motore dell'innovazione all'interno delle città, l’aumento del credito d'imposta per le aziende che stipulano contratti di ricerca con le startup, l’eliminazione dei limiti che attualmente frenano l'affermazione dell'equity crowdfunding (raccolta fondi online che consiste nell'acquisizione di quote societarie in cambio di finanziamenti alle neo imprese), l’assegnazione di incentivi alle aziende per l'implementazione dell'open innovation. 
Di tutto e di più dunque. Questi i punti salienti del programma con cui il Governo intende sviluppare l'ecosistema delle startup in Italia.

Barberis ha ricordato in particolare quattro progetti avviati: Italia Login, per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione; il piano di infrastrutture per la banda ultralarga, per il quale sono previsti 12 miliardi di euro di investimenti, di cui 7 pubblici; l'insegnamento dell'alfabeto digitale, fondamentale per far crescere conoscenze e competenze; e la competitività digitale, ovvero la capacità di arrivare a concorrere con le realtà più avanzate.  
L’Esecutivo ha deciso di puntare sullo sviluppo delle startup italiane dopo aver preso atto di come queste diano attualmente lavoro a meno di 25 mila persone, valgano tutte insieme meno di 250 milioni di euro, generino 16 centesimi di valore aggiunto ogni euro investito. "Il progetto - spiega Barberis - è quello di creare in ogni città dei luoghi che siano il cuore dell’innovazione, a livello locale. Li potremmo chiamare dei quartieri digitali, e potranno sorgere anche in edifici pubblici da trasformare. Negli spazi del demanio, o in vecchie caserme, in tutti quei vuoti urbani che possono essere riprogettati e diventare incubatori e spazi di coworking. Tempo fa dicevamo che l'Italia doveva diventare un Paese ospitale per le startup, ora andiamo oltre e diciamo che devono essere le città ad accogliere nel miglior modo possibile le neo imprese. Milano si è già mossa in questo senso, ha numerosi spazi di co-working, e sappiamo quanto questi spazi possano avere importanti ricadute economiche sul territorio. Altre città europee sono già startup-friendly". 
A questo proposito il consigliere per l'Innovazione ha lanciato l'idea di una mappatura degli immobili destinati al co-working e all'innovazione e di un registro nel quale possano iscriversi, sul modello di quello che già esiste per startup e pmi innovative.  
"Dal 2012, anno in cui è stata introdotta per legge la categoria delle startup innovative - ha aggiunto - riservando loro particolari benefici, è stato fatto un gran lavoro dal ministero dello Sviluppo economico, in particolare da Stefano Firpo e dalla sua squadra. Ma vogliamo andare oltre. Finanziare l'ecosistema in modo da esprimere una quantità molto più elevata di capitale di rischio". 
"Negli Usa dal 2000 ad oggi - ricorda il consulente renziano - sono stati investiti 500 miliardi di dollari di capitale di rischio, in Italia solo 2,8 miliardi di euro. E nel primo semestre di quest'anno ci siamo fermati a 20 milioni. Per il capitale di rischio noi siamo all'anno zero. Invece dobbiamo fare in modo che aumenti, perché il nostro Paese ha un altissimo potenziale di crescita".  

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