Quando piscina comunale pensa ad uno spogliatoio per le donne musulmane

14 febbraio 2014 ore 16:32, intelligo
di Micaela Del Monte.
Quando piscina comunale pensa ad uno spogliatoio per le donne musulmane
Uno spogliatoio per le donne musulmane.
È questa la novità della piscina comunale di via Cambini, in zona via Padova, quartiere periferico di Milano e ad alta presenza di musulmani. "Permettere a tutte le donne di frequentare la piscina compatibilmente con la loro cultura è segno di civiltà - ha dichiarato Salvatore Basile, presidente della commissione Sport del consiglio di Zona 2 - quando i tecnici ci hanno informato di questa intenzione, siamo stati favorevoli". Verranno infatti sistemati alcuni pannelli mobili per realizzare zone appartate in spogliatoio e consentire alle donne musulmane di cambiarsi in modo discreto, senza dover vedere le altre donne senza abiti. Pannelli che possono anche essere spostati a bordo piscina, per separare visivamente la vasca più piccola da quella principale. La realizzazione di questo progetto potrebbe avvicinare allo sport centinaia di donne della zona. "Io vivo in via Cambini e ho appreso con gioia di questa nuova sensibilità da parte del Comune - ha detto Sumaya Abdel Qader, responsabile culturale del Caim, il coordinamento associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza - per noi è imperativo non essere viste nude dall'ombelico in giù. Molte si imbarazzano anche a vedere donne nude, e rinunciano a frequentare impianti sportivi. Le pareti mobili risolverebbero un problema per tantissime donne". Insomma, le donne musulmane potrebbero avere la possibilità di andare in piscina senza "vergognarsi" oppure trasgredire qualche regola. Questa "accortezza" è già stata adottata da diversi Paesi europei, dove gli spogliatoi femminili hanno già box e separé, mentre in Italia è una vera e propria novità.  
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