Barbara Berlusconi e l'essere manager donna nel calcio. I precedenti la dicono lunga

14 gennaio 2014, intelligo

di Gianfranco Librandi.

Barbara Berlusconi e l'essere manager donna nel calcio. I precedenti la dicono lunga
Prima Valentina Mezzaroma (vicepresidente del Siena) e prima ancora Francesca Menarini e Rosella Sensi a Bologna e Roma. La presenza delle donne al comando nel calcio è sempre più reale.

Ora tocca a Barbara Berlusconi a Milano tenere testa ai grandi del calcio. C’è chi ancora storce il naso nel vedere il rosa nelle fila della Serie A, ma ormai bisogna rassegnarsi a questa tendenza. E se fino ad ora il comando è sempre arrivato per eredità non tarderà a diventare una vera e propria realtà manageriale.

Barbara Berlusconi e l'essere manager donna nel calcio. I precedenti la dicono lunga
Barbara Berlusconi e l'essere manager donna nel calcio. I precedenti la dicono lunga

La loro storia è lunga, già negli anni Settanta c’erano donne, First-Lady, che incidevano sugli acquisti delle società. È il caso di

Lady Renata, moglie del presidente dell’Inter Ivanoe Fraizzoli.

Oggi il “cast” femminile ancora non viene pienamente apprezzato, né dagli addetti ai lavori, né tantomeno dai tifosi. Certo è che la loro presenza ha portato una ventata di novità e una maggior garanzia di onestà e responsabilità negli stadi. Fatto sta che le donne trovano sempre più spazio in questo sport, tant'è che anche a livello giornalistico il numero delle donne (e non soubrette) è sempre maggiore e il loro supporto talvolta anche di un certo spessore.

Certo è che la loro vita in campo non è propriamente facile. Sempre sotto i riflettori e la lente di ingrandimento le loro mosse vengono studiate, e criticate, nei minimi particolari. Com'è stato per Rosella Sensi sembra essere anche per Barbara Berlusconi e messa sul podio manageriale del Milan si trova già ad affrontare enormi problemi logistici.

Prima la discussione con Galliani che ha quasi portato all'abbandono della nave da parte dell'Ad rossonero, cosa che ha causato non poco scalpore nel mondo del calcio (visti i numerosi anni di servizio e di esperienza), poi qualche battibecco con alcuni giocatori ed infine l'esonero del tecnico.

Se quella di Barbara sia una rivoluzione pare stia funzionando, finora però sembra che la sua presenza al Milan abbia portato solo scompiglio.

Di tempo per lavorare ce n'è, vista la benedizione del padre, speriamo soltanto non finisca come le sue colleghe...

 
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