Nanotecnologie, nasce Polifab: l'officina dei ricercatori

14 luglio 2015, intelligo
A Milano c'è un posto in cui ricercatori, start up e aziende possono provare a creare insieme qualche marchingegno di piccolissime dimensioni e altissimo livello tecnologico.

Nanotecnologie, nasce Polifab: l'officina dei ricercatori
È il nuovo fab lab del Politecnico di Milano, Polifab: un parco giochi per chiunque si intenda di nanoelettronica, fotonica, nanomagnetismo, spintronica, elettronica organica, con una strumentazione da otto milioni di euro ereditata dai Pirelli Labs (oggi in dismissione), rimessa a lucido grazie a un investimento di altri due milioni da parte dell'ateneo meneghino.

Inaugurato ufficialmente lo scorso 3 luglio, ha come centro nevralgico la cleanroom, o camera bianca: una zona di circa 400 metri quadri a bassissima concentrazione di particelle in atmosfera, dove si entra avvolti in tute bianche. Attenzione: gli uomini per accedervi non possono avere né barba, né baffi. 

"È una palestra per i ricercatori, ma non solo", spiega a Repubblica.it Andrea Lacaita, direttore del nuovo centro, "Qui è possibile testare se le idee hanno le gambe per diventare prodotti e muovere i primi passi. Gli strumenti di cui disponiamo, infatti, permettono di fare non solo prototipi di dispositivi, ma anche pre-serie di livello industriale. Si va ben oltre la proof of concept: si può arrivare alla soglia dell'industrializzazione. Si lavora su scala micro, ma si può arrivare fino a una risoluzione di 20 nanometri".

Polifab è una delle poche infrastrutture pubbliche che permette di fare ricerca di frontiera nel campo delle microtecnologie in Italia. Altre due sono presenti presso il Politecnico di Torino e presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento.
autore / intelligo
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