Tribunale Milano, no al dissequestro di 1,3 mln evasi da Corona

14 luglio 2017 ore 14:17, intelligo
No al dissequestro di 1,3 mln di euro, il "tesoretto" di Fabrizio Corona, frutto di evasione fiscale non verrà liberato neanche per metà somma. I soldi erano stati sequestrati dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale insieme alla casa milanese di Via De Cristoforis riconducibile dell'ex fotografo. Ma la stessa sezione ha respinto la richiesta dei legali dell'ex fotografo dei vip di "togliere i sigilli" a circa 1,3 milioni, più o meno la metà dei circa 2,6 milioni di euro che Corona nascondeva tra il controsoffitto dell'appartamento della sua storica collaboratrice Francesca Persi e in due cassette di sicurezza di una banca di Innsbruk, in Austria. La motivazione? "Per giurisprudenza costante - sottolineano i giudici Maria Rispoli, Veronica Tallarida e Ilario Pontani nel provvedimento di rigetto - le somme oggetto di evasione fiscale non possono costituire una fonte di lecita provvista".
Tribunale Milano, no al dissequestro di 1,3 mln evasi da Corona
La difesa ci aveva provato, l'avvocato Luca Sirotti, aveva chiesto ai giudici di dissequestrare 1,3 milioni di euro perché era cambiato lo scenario per effetto della condanna "light" incassata da Corona nel processo penale (1 anno di carcere per sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte contro i 5 chiesti per lui dall'accusa). Ma dopo l'udienza davanti alla sezione misure di prevenzione del 4 luglio scorso la storia è andata diversamente da come si aspettavano Fabrizio e i suoi legali. Eppure quei soldi, stando alla difesa, rappresentavano per l'ex fotografo una somma necessaria per permettere all'ex paparazzo di aderire alla procedura di "rottamazione" delle cartelle esattoriali e pagare finalmente le tasse regolarizzando così la posizione fiscale della sua società "la Fenice".
autore / intelligo
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