Mihajlovic coccola il Toro e dimentica il Diavolo: "Abbiamo perso tempo"

14 novembre 2016 ore 12:59, Micaela Del Monte
Una delle realtà più belle di questo campionato è senz'altro il Torino di Sinisa Mihajlovic. Secondo migliore attacco della Serie A con 27 gol (dopo la Roma con 29 gol), una coppia di attaccanti che ha segnato in totale 13 gol (8 Belotti, 5 Ljajic) e una posizione in classifica che fa sognare (settimo posto a -2 dal Napoli). Il tecnico serbo sembra aver trovato un suo equilibrio e una sua continuità anche grazie alle prestazioni dei tre lì davanti: Iago Falque, il "gallo" Belotti e Adem Ljajic infatti sono praticamente inarrestabili. 

Sinisa però è tornato a parlare della sua ex squadra durante la pausa per le Nazionali, un passo indietro che però gli ha permesso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di un Milan che non ha creduto in lui. In un'intervista al Corriere dello Sport, il tecnico del Torino si è soffermato parecchio sulla sua (non fortunata) esperienza rossonera. Dal rapporto con Silvio Berlusconi a quello con Adriano Galliani, passando per l'esordio di Gianluigi Donnarumma (avvenuto all'età di 16 anni e mezzo).

Mihajlovic coccola il Toro e dimentica il Diavolo: 'Abbiamo perso tempo'
Sulle differenze tra Torino e Milan:
"Dopo l'esperienza al Milan cercavo qualcosa che mi assomigliasse. Al Torino ognuno sa cosa deve fare ed è una società con grandi ambizioni".
Su Donnarumma: "Ha esordito tra i dubbi di tutti perché c'era Diego Lopez e lui aveva 16 anni e mezzo. Adesso è in Nazionale e non so nemmeno se ha un prezzo: resterà una mia soddisfazione".
Sulla sua esperienza rossonera: "All'inizio abbiamo perso tempo perché abbiamo giocato con il 4-3-1-2, come voleva Berlusconi, anche se si capiva che non era il modulo adatto. Dopo la sconfitta con il Napoli mi sono detto ' basta, vado di testa mia e se vuole mandarmi via almeno muoio con le mie idee'. Abbiamo iniziato a fare bene".
Su Berlusconi: "La settimana dell'esordio di Donnarumma è venuto due volte a Milanello a convincermi di mettere in porta Diego Lopez. Gli ho detto 'Ha due possibilità: o mi manda via così gioca D.Lopez oppure mi tiene e vedrà Donnarumma in porta' Mi ha tenuto, per fortuna. Sua. Comunque è stato un onore conoscerlo, lo ringrazierò sempre. Berlusconi è stato il più grande presidente di calcio per 29 anni su 30: al 30° sono capitato io...".
Sul calciomercato: "Romagnoli non sarebbe mai venuto al Milan senza di me perché nessuno voleva spendere 25 milioni. Anche quella volta ho dovuto convincere Berlusconi. Io gli dissi 'Presidente, facciamo così: se lo vende ad una cifra maggiore di 25 milioni faremo a metà, se lo vende ad una cifra inferiore la differenza la metto io'. Mi sembra che il Chelsea abbia offerto il doppio quest'anno. Anche Niang, mi sono esposto io per non farlo andare via, altrimenti sarebbe finito al Leicester".
Sull'esonero: "Mi rode non aver potuto disputare la finale di Coppa Italia. Io però avevo già deciso di andare via, non potevo fare un altro anno così".
Su Galliani: "Adriano Galliani mi ha aiutato tanto, è un grande. Spero non lasci il calcio. Gli voglio molto bene e lo considero un amico, il nostro rapporto continua".
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