Milano, Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale ma non c'è l'Annunciazione

15 aprile 2015, Micaela Del Monte
Milano, Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale ma non c'è l'Annunciazione
Apre oggi a Milano quella che è la più grande esposizione mai realizzata in Italia dedicata a Leonardo Da Vinci.

"Leonardo da Vinci 1452-1519. Il disegno del mondo" è la mostra che da oggi (15 aprile) verrà ospitata a Palazzo Reale, curata da Pietro Marano e Maria Teresa Florio, la rassegna resterà aperta fino al 19 luglio e raccoglie oltre 200 opere provenienti da musei e istituzioni di tutto il mondo, tra cui Louvre e collezione Windsor.

Tante però le polemiche che hanno accompagnato l'apertura di questa mostra, in primis quelle legate alla mancata presenza in mostra della Annunciazione degli Uffizi, opera chiesta dagli organizzatori milanesi ma negata dai musei fiorentini, che pure hanno "prestato" a Palazzo Reale molte altre opere leonardesche.

La mostra milanese di sicuro resterà agli annali per la ricchezza dei contenuti che sviscerano la ricerca artistica e scientifica di Leonardo: la sua ossessione per il gesto tecnico, il continuo paragone tra le arti (disegno, pittura e scultura), il confronto con l'antico, lo studio dei moti dell'animo, gli studi sull'automazione meccanica, i progetti utopistici. 
Dodici sezioni che espongono opere che difficilmente si potranno rivedere tutte assieme nell'arco di una vita, con importanti prestiti da musei e istituzioni italiani e internazionali.

Tra i dipinti, spiccano sette capolavori: il San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, la Madonna Dreyfus della National Gallery di Washington, La scapiliata della Galleria Nazionale di Parma, il Ritratto di Musico dell'Ambrosiana e, dal Louvre, la Belle ferronnière , la piccola Annunciazione e il San Giovanni Battista

Il vero zoccolo duro della mostra resta però il nucleo di disegni autografi, almeno cento, provenienti dal Codice Trivulziano n. 2162, ma anche dal Codice Atlantico dell'Ambrosiana, maggior prestatore dell'esposizione. La raccolta comprende inoltre trenta disegni dalla Royal Collection, cinque dal British Museum, quattro dal Gabinetto dei disegni e delle Stampe degli Uffizi, cinque dal Metropolitan Museum di New York e dalla Biblioteca Reale di Torino; altri ancora dalla Morgan Library di New York e dalla Fondazione Custodia di Parigi. Ai prestatori si aggiunge infine il Museo della Scienza e della Tecnologia che ha permesso di esporre, in una delle ultime sale, due modelli storici di macchine, il carro automotore e il maglio battiloro, realizzati dall'interpretazione dei disegni leonardeschi. 

Una raccolta costata cinque anni di lavoro da parte dei curatori.
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