Bello Figo minacciato: salta concerto del rapper che cantava il Sì al referendum

15 dicembre 2016 ore 12:23, intelligo
Nessun concerto, motivi di sicurezza. La notizia è sulla pagina Facebook ufficiale della Latteria Molloy: "Siamo spiacenti di comunicare che lo spettacolo di Bello Figo previsto per venerdì 23 dicembre è stato annullato".

E ancora: "Al di là delle possibile polemiche che avevamo messo in conto abbiamo ricevuto vere e proprie minacce che non ci permettono di far svolgere serenamente il concerto e garantire la sicurezza per il pubblico. Il clima di svago e divertimento che quell’evento avrebbe dovuto creare è stato irrimediabilmente compromesso". "In questi primi 10 anni di attività - concludono - la Latteria è sempre stata un luogo di aggregazione, e non di divisione e di conflitto. Da qui la scelta di cancellare il concerto, o quantomeno di rimandarlo a tempi più sereni. Grazie a chi comprende e ci supporta"
Il rischio dunque proviene dalle minacce ricevute dal rapper africano ghanese a Parma e dalla situazione incandescente. Garantire in questo momento la sicurezza per il pubblico sembra impossibile, il clima è compromesso.
Peccato per la musica, ma non sempre le provocazioni anche nei testi pagano in attenzione mediatica di qualità. Più spesso ormai chi ha la tentazione del disturbatore coglie la palla al volo per una sfida che niente ha a che far con le melodie. 
Bello Figo minacciato: salta concerto del rapper che cantava il Sì al referendum
E quando parliamo di provocazione, si fa riferimento anche a quella puntata di dicembre, nella trasmissione televisiva di Rete 4 «Dalla vostra parte» condotta da Maurizio Belpietro, quando ci fu uno scontro verbale tra il rapper e l'europarlamentare di Forza Italia Alessandra Mussolini.
Tema: il referendum costituzionale e quel testo di Bello Figo per votare Sì. La politica si sa è capace di scatenare il panico. E alla fine la provocazione è degenerata in tensione e i toni si alzano si sa. Ma attenzione: non si fa riferimento all'entità delle minacce né se siano arrivate solamente dal pubblico, tanto meno chi le abbia fatte e per quale motivo. La Repubblica dice "che per capire quanto possa stata essere difficile la decisione di cancellare lo spettacolo da parte degli organizzatori, basta leggere solo uno dei commenti al post creato per promuovere l'evento: "Presentarsi tutti col lanciafiamme o almeno un manganello per farlo nero, anzi ancora più nero...".
Ora si parla di frange estremiste. Ma speriamo possa tutto tornare nella normale dialettica anche 

autore / intelligo
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