Piemonte e la cannabis terapeutica: chi può farne uso e come

15 febbraio 2016 ore 16:18, Micaela Del Monte
Il Piemonte ha aperto all'utilizzo di farmaci a base di cannabis già dallo scorso 9 giugno quando il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all'unanimità la legge che permette l'utilizzo come medicinale della cannabis. La legge, presentata dai relatori Marco Grimaldi (Sel) e Davide Bono (M5S), promuoveva anche la ricerca sull'utilizzo del principio attivo della pianta, sugli usi per l'industria tessile, oltre allo studio per un futuro centro di produzione controllato da realizzare sul territorio regionale.
 
L'uso del principio attivo della cannabis per il trattamento in ambito sia ospedaliero che domiciliare, se ritenuto indispensabile dai medici, è a carico del Servizio sanitario regionale. La legge prevede una spesa di 200mila euro per le attività di ricerca ed autorizza ad"avviare azioni sperimentali o progetti pilota con soggetti autorizzati per la produzione di preparazioni a base di canapa". ora però sono state definite le regole di somministrazione e la lista delle patologie che potranno essere curate con questo tipo di terapie. 

Ora però sono state rese note le modalità e le condizioni per la somministrazione a scopo terapeutico dei medicinali cannabinoidi.
Infatti solo un ristretto numero di pazienti, affetti da un elenco di malattie, potrà assumere questo tipo di medicinali dietro prescrizione del medico specialista o di medicina generale. Le medicine saranno fornite direttamente dalle farmacie ospedaliere. Per ottenere un farmaco a base di cannabis bisognerà dimostrare di essere affetto da una delle patologie indicate dal ministro della Salute. 
Piemonte e la cannabis terapeutica: chi può farne uso e come
L’elenco delle malattie, definito dal Ministero, è circostanziato: dolore da sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale resistente alle terapie convenzionali; dolore cronico il cui trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace; effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da Aids e nell’anoressia nervosa che non può essere ottenuto con trattamenti standard; effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali; riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di "Gilles de la Tourette" che non può essere ottenuta con trattamenti standard; effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per Hiv che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali. 
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