Le 122 lettere al figlio morto: la terapia "alla Will Smith" di Andrea

15 gennaio 2017 ore 14:10, intelligo
In “Collateral Beauty”, in questi giorni nelle sale, Will Smith è un padre distrutto per la morte della figlia e che per superare il dolore scrive lettere alla morte, al tempo e all'amore. Il caso di Andrea Pilotta è per alcuni versi simile, solo che lui scrive direttamente al figlio Jacopo, detto Papo, morto davanti ai suoi occhi a soli 10 anni per un arresto cardiaco a causa di una malformazione al cuore che il bimbo aveva fin dalla nascita. Andrea tiene un diario pubblico attraverso un blog Paposuperhero.

Le 122 lettere al figlio morto: la terapia 'alla Will Smith' di Andrea

Ha anche una sua pagina Facebook ed è seguitissimo: più di 600mila persone hanno già visitato il profilo social, oltre 500 leggono ogni mattina  la lettera del giorno, e in migliaia (tra cui personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo) hanno aderito all'iniziativa, ormai virale, #lovebombing: e cioè la richiesta, attraverso un selfie con un cartello, di trasformare la raccolta di lettere in un libro. E' uno dei tanti progetti di Andrea, "per tenere botta al dolore - dice - e trasformarlo in amore". Il Corriere della Sera ha raccontato la sua storia, fatta di 122 lettere in cui Andrea racconta a Papo tutto ciò che accade nella sua vita. Jacopo era malato di cardiomiopatia ipertrofica restrittiva. 

“Durante una vacanza ad Amsterdam – racconta il Corsera - la prima grossa crisi e la prima operazione: a Papo viene impiantato un «icd» che è metà pacemaker e metà defibrillatore. Quell’aggeggio lo salva dalla crisi che arriva a scuola, il 5 novembre 2014. Papo è un leone e continua a sorridere e vivere. Lo scorso agosto è in campeggio. La mamma è tornata a casa la sera prima per riprendere il lavoro: papà, nonni e bambini si possono godere ancora qualche giorno. Jacopo è al bar con i nonni, prende la bici perché vuole tornare al camper per andare in bagno. Andrea lo saluta, raccoglie l’ultimo sorriso e poi il buio: «Mi è stramazzato davanti». Manovre disperate, tentativi di soccorso e rianimazione”. Da quel dolore, la voglia di ricominciare e di raccontarsi attraverso il blog.
AS
autore / intelligo
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